Cosa vedere lungo la Route 66: le tappe imperdibili da Chicago a Los Angeles

Premessa: non può esistere un elenco completo di cosa vedere lungo la Route 66, perché le cose sono tante, tutte belle, affascinanti, imperdibili. Ve lo dice una che l’ha percorsa più volte e non solo non ha ancora visto tutto ma rivedrebbe le stesse cose ancora e ancora. Posso però consigliarvi cosa vedere assolutamente in un viaggio classico di 15 giorni.

Anche qui però il discorso è sempre soggettivo: c’è chi ama di più la natura e chi le città, chi in America vuole vedere i paesini sperdute e chi preferisce i parchi nazionali (per questo amo fare la Travel Designer e creare un viaggio su misura per tutti). Quello che voglio segnalarvi in questo elenco sono le tappe che – a mio parere – non potete perdere se decidete di percorrere la Mother Road.
Ho già scritto un racconto dettagliato Stato per Stato (in fondo a questo articolo trovate i link agli itinerari nei vari Stati) e i luoghi di Cars, ma ho sempre l’impressione di non parlare abbastanza della Route 66, la strada più bella del mondo.
Consideratele le tappe principali, ma tra una e l’altra ci sono tantissime altre cose da vedere e Roadside Attractions da non perdere!
Iniziamo questo bellissimo viaggio da Chicago a Los Angeles!

Proprio come per la Route 66, secondo me i giorni per vedere Chicago non sono mai abbastanza. Per una prima volta, potete dare un’occhiata a questo itinerario di tre giorni che vi darà un assaggio delle bellezze della Second City: il Millenium Park e l’iconico The Bean (che ha appena riaperto dopo qualche mese di restauro), la Magnificent Mile, il Lago Michigan, il 360 Chicago e il suo TILT (da non perdere!), un bell’assaggio di Deep Dish Pizza e molto altro.
In Adam Street un bel cartello – messo nuovo di zecca proprio questo mese, luglio 2024 – segnala l’inizio della Mother Road, The Start of The Trail. Noi abbiamo voluto proprio partire da qui la prima volta: dopo aver noleggiato l’auto siamo andati sotto il cartello e dichiarato ufficialmente l’inizio del nostro primo viaggio lungo la Route 66!

“If you smell gunpowder, then you’re in Cicero.”
Era questo il motto della città negli anni ’20, quando era la base di Al Capone. Visitarla vuol dire rivivere la storia del gangster che in quegli anni ha influito sulla storia d’America. Oggi tanti luoghi legati a quel pezzo di storia non ci sono più ma alcuni sono tutt’ora visitabili: il Castle Car Wash, un autolavaggio che all’epoca funzionava come nascondiglio del gangster; la Hawthorne Works Factory, che oggi è stata rimpiazzata da uno shopping mall ma alcune parti originali, come la torre, ancora ci sono e al The Hawthorne Works Museum and Archives organizzano dei tour guidati per scoprire la storia della fabbrica;  St. Mary of Czestochowa, la chiesa dove si sposò la sorella di Al Capone nel 1930. Al di là della storia del ganster però, c’è molto altro da vedere nella cittadina come West Cermak Road e Columbus Park.

Qui troverete l’unica fabbrica di sciroppo d’acero della Route 66. Vale la pena fermarsi per assaggiarlo, perché è davvero buono! Assaggiate il Bourbon allo Sciroppo d’acero, noi ce ne siamo innamorati al primo sorso e ne abbiamo portate a casa due bottiglie!
Considerate però che è un’azienda a gestione familiare che lavora soltanto gli aceri dei suoi terreni a Funk’s Grove, quindi una volta finito il raccolto dell’anno non troverete più nulla! Noi siamo stati qui a dicembre e abbiamo trovato molto poco a disposizione (oltre all bottiglie di Bourbon, solo 4 bottigliette da 25 ml di sciroppo d’acero puro), ci hanno consigliato di andare tra aprile e settembre.

Funk’s Grove fu fondata proprio dalla famiglia Funk, che si stabilì qui nel 1824 grazie ad Isaac Funk, che divenne poi senatore dell’Illinois e sostenitore di Lincoln. Nel 1891 il figlio di Isaac aprì la prima Maple Sirup Farm e arrivarono a produrre più di 900 litri di sciroppo d’acero ogni anno (i cui i primi veri produttori furono i Nativi, a cui si deve la scoperta dello sciroppo d’acero). Proprio come oggi, la loro produzione rimane familiare e una volta finito il raccolto dell’anno chiudono le vendite.
Una curiosità: perché sirup e non syrup? Tengono molto a questo particolare perché Hazel Funk Holmes, che negli anni ‘20 prese in mano la produzione di famiglia, fece lasciare nel suo testamento le volontà che le future generazioni continuassero ad occuparsi sempre della farm producendo legno e sciroppo d’acero, e che quest’ultimo continuasse a chiamarsi “sirup” e non “syrup”, perché lo distingueva da tutti gli altri sciroppi in cui veniva aggiunto zucchero, mentre il loro veniva prodotto solo facendo bollire la linfa degli aceri. Ancora oggi, il loro è il tradizionale 𝑆𝑖𝑟𝑢𝑝.
E vi assicuro che la differenza si sente!

Springfield è una delle tappe più interessanti per scoprire una delle pagine più importanti della storia degli Stati Uniti: qui Abraham Lincoln si stabilì all’inizio della sua carriera come avvocato e visse fino al trasferimento a Washington. Da visitare assolutamente l’Abraham Lincoln Presidential Library and Museum a lui dedicato, in cui viene raccontata la storia del XVI Presidente degli Stati Uniti, di come si è arrivati alla Guerra Civile Americana e di cosa è successo dopo fino all’omicidio di Lincoln.
Anche la Libreria a lui dedicata è molto bella, pittoresco il quartiere in cui ha vissuto e che è stato conservato uguale a come era in quegli anni e, per ultima, la sua monumentale tomba nell’Oak Ridge Cemetery. Per approfondire, potete leggere l’articolo dedicato alla città.
Lungo la Route 66 fermatevi anche a Lincoln, la città rinominata in onore del Presidente e in cui potrete visitare il primo tribunale in cui ha lavorato come avvocato.

Visitata di nuovo dopo la pandemia di Covid-19, St. Louis – la città a cavallo tra due Stati – ha perso molto della sua vitalità ma rimane una città da vedere, dalla ricca eredità musicale e piena di luoghi da scoprire.
A partire dall’iconico Gateway Arch, l’arco più alto del mondo all’interno del quale si può salire e ammirare dall’alto sia il Missouri che l’Illinois. Questo è il monumento più famoso della città ma c’è molto altro: il bellissimo e interessantissimo National Blues Museum, in cui oltre a scoprire la storia del Blues potrete anche creare la vostra canzone; la Old Courthouse in cui avvenne la famosa battaglia legale Dred Scott vs Stanford, una delle micce della Guerra Civile; la Cathedral Basilica of Saint Louis, che custodisce la collezione di mosaici più grandi al mondo al di fuori della Russia; Forest Park, il parco pubblico cittadino più grande di Central Park e tra i più grandi di tutti gli Stati Uniti; il divertente City Museum, perfetto soprattutto se la visitate con i bambini; infine la fabbrica della Budweiser, da non perdere se andate nel periodo di Natale!

A Stanton si trova il museo dedicato ad uno dei più famosi cowboy fuorilegge: Jesse James. Qui potrete scoprire la sua vera storia ed anche conoscere qualche episodio in più sulla Guerra Civile.
Vicino ci sono anche le Meramec Caverns, le grotte pubbliche visitabili più grandi del Missouri. Si estendono per quasi 5 km e secondo alcune leggente, Jesse James si nascose qui dentro durante la Guerra Civile.
Le cavenre sono uno spettacolo naturale che racconta milioni di anni di storia naturale di questa zona degli Stati Uniti. Imperdibile la Stanza del Vino, così chiamata per le sue particolari formazioni che ricordano grappoli d’uva, tra le più rare al mondo. Una delle aree più affascinanti è quella chiamata Hollywood, utilizzata per girare diversi film e serie TV tra cui un episodio di Lassie e il film Tom Sawyer del 1972 (curiosità: sono state anche nominate del film Deep Impact).

Questa piccola cittadina, oltre ad essere la sede del Missouri Hickory BBQ – ristorante da non perdere soprattutto per la sua ottima cheesecake – è chiamata Mural City, “la città dei murales” della Route 66, where art meets history, dove l’arte incontra la storia, grazie ai suoi 14 Murales che raccontano episodi legati alla storia della città e degli Stati Uniti. Qui trovate la mappa di tutti i murales, ma potete trovarne anche una cartacea nel Visitor Centre, accanto al quale si trova la Osage Trail Legacy Monument, una scultura raffigurante una famiglia di nativi Osage che si dirige verso ovest dopo essere stata allontanata dalla propria terra d’origine.
Fate un salto anche al Fanning 66 Outpost, dove si trova la (seconda) sedia a dondolo più grande al mondo.

Springfield in Missouri è The Birthplace of Route 66, per questo non potete perderla! Il nome lo deve al fatto che proprio qui è stato deciso, negli anni ’20 quando la Mother Road veniva costruita, il nome ufficiale da dare a questa nuova highway in costruzione. C’è un bellissimo museo – l’Hisotry Museum on the Square – dedicato alla storia della città che potete visitare, perfetto anche per i bambini; un tratto del Trail of Tears; la forchetta più grande del mondo;
Per dormire vi consiglio il Best Western Route 66 Rail Haven Motel, un’icona in puro stile anni ’50 dove soggiorno anche Elvis! Per mangiare invece provate il Lambert’s Café, dove dovrete acchiappare il pane lanciato al volo, e Red’s, il primo drive-thru al mondo, aperto dal 1947 (e 50’s style!).

Tips: vicino Springfiel si trova Branson, la città dei divertimenti. Qui troverete musei di ogni tipo, casinò, ristoranti, parchi giochi. Non perdete il Celebrity Car Museum, un museo che raccoglie auto e memorabilia dei film più famosi, quelle usate davvero sul set! Pagando 14$ in più, potrete anche scegliere la vostra auto preferita in cui entrare e farvi fotografare (ne ho parlato qui)!
Qui si trova anche Silver Dollar City, un parco divertimenti a tema western, vincitore di tantissimi premi, adatto a tutta la famiglia, e che a Natale diventa il parco divertimenti con più luci al mondo!

Se siete appassionati di Cars, Galena è una tappa obbligatoria, dove potete visitare  “Cars on the Route”, l’esposizione dedicata al film all’interno di una stazione di servizio restaurata, dove troverete il vecchio carro attrezzi che ha ispirato John Lasseter e Joe Ranft a creare il personaggio di Cricchetto. Negli anni i proprietari hanno acquistato diversi veicoli che ricordano i personaggi di Cars, per accentuare ancora di più il loro legame con il film. Ad oggi è diventata l’attrazione più importante della cittadina.

In questa cittadina, la seconda più antica dell’Oklahoma, si tiene ogni anno a giugno il Vinita Route 66 Festival, per celebrare la Mother Road e il suo creatore, Cyrus Avery, che ha vissuto nella città per diversi anni. É chiamata “America’s Crossroads” perché si incontrano la Route 66, l’Interstate 44, le autostrade 69 e 60 e la State Highway 2, strade da cui si può raggiungere ogni lato degli Stati Uniti. Interessante l’Eastern Trails Museum e se volete scoprire di più sui Cherokee e la loro storia, visitate il Anna Mitchell Cultural and Welcome Center.
Ah, a Vinita si trova anche quello che per molti anni è stato il McDonald’s più grande al mondo (battuto poi da quello a Orlando, Florida)!

Una delle icone della Route 66 si trova a Catoosa: è la Blue Whale, la balena blu. Creata agli inizi degli anni ’70 da Hugh Davis, come regalo di anniversario per sua moglie Zelta, che collezionava statuette di balene. In origine, lo stagno che circonda l’enorme Balena Blu era alimentato da una sorgente ed era destinato solo ad uso privato per la famiglia di Hugh. Molti abitanti del luogo però cominciarono a intrufolarsi per godersi quelle fresche acque, allora Davis portò tonnellate di sabbia, costruì tavoli da picnic, assunse dei bagnini e aprì il suo capolavoro privato anche al pubblico. Inizialmente chiamato Nature’s Acres, Hugh continuò a costruire l’attrazione fino a quando non incluse il Fun and Swim Blue Whale e l’A.R.K. (Animal Reptile Kingdom). Ad aiutarlo c’era il cognato, il capo indiano Wolf Robe Hunt, un indiano Acoma purosangue, famoso per i suoi dipinti e per essere un abile argentiere.

La capitale dell’Oklahoma ci ha veramente sorpresi in positivo ed è stata una delle città che più abbiamo amato (qui trovate l’articolo completo sulla città).
Il National Cowboy & Western Heritage Museum è un museo immersivo – per me lo sono tutti i musei americani, grazie alla fantastica capacità che hanno di raccontare le cose e fartene sentire parte – che racconta la storia dei Cowboy (e dei loro conflitti con i Nativi) e l’arte e la cultura dell’Ovest degli Stati Uniti. Per restare in questa atmosfera, passeggiate per la Historic Stockyard City, una zona interamente dedicata al vecchio west e preservata come era all’epoca.
Se siete interessati invece alla storia e alla cultura nativa, nel 2021 ha aperto il First Americans Museum, che racconta le 39 tribù indiane dell’Oklahoma.
Consigliata anche la visita allo State Capitol per scoprire la storia della città e al National Memorial&Museum per commuovervi di fronte alla commemorazione delle vittime dell’attentato del 19 aprile 1995 in cui persero la vita 168 persone.

Il calore che ci ha trasmesso il Texas non si può descrivere e ci ha regalato tra i paessaggi più belli mai visti.
Amarillo, The Yellow Rose of Texas, vi mostrerà l’anima del Texas. Passeggiate per l’Historic Route 66 District, assistete ad un rodeo al Will Rogers Ranch Riders, mangiate al Coyote Bluff Cafe e dormite al Big Texan Steak Ranch (dove si mangiano ottime bistecche).
Nei dintorni della città non potete perdere il Palo Duro Canyon State Park e il Cadillac Ranch (ma attenzione, le foto non mostrano del tutto le condizioni in cui si trova il luogo. Noi ci siamo andati dopo una nottata di pioggia e abbiamo trovato tanto fango e molte bottigliete di vernice buttate a terra intorno alle auto).
Sarà un bellissimo assaggio di Texas.

Città fondata nel 1903, fiorì proprio con l’apertura della Route 66 che l’attraversava e ne diventò dipendente: la cittadina viveva grazie ai viaggiatori della Mother Road e ancora oggi, nel suo piccolo offre tutto il necessario ai viaggiatori. Una cittadina da non perdere se volete un assaggio della Route 66 delle origini. Simpatico anche il Dot’s Mini Museum, un museo aperto da Dot e Harold Lvitt negli anni ’40, che raccoglie tantissimi manufatti e oggetti del vecchio West e cimeli della Route 66.

Benvenuti al Midpoint della Route 66! Qui vi trovate esattamente a metà strada tra Chicago e Los Angeles: distano entrambe 1139 miglia. Un punto iconico e anche un’ottima sosta per gustare i dolci squisiti del Midpoint Cafè, un diner in puro stile anni ’50.

A proposito di icone, il Blue Swallow Motel di Tucumcari – definito dalla rivista Smithsonian “l’ultimo, il migliore e il più amichevole dei motel di una volta” – è uno dei luoghi più rappresentativi della Mother Road. Con un passato da città dei fuorilegge, oggi è una delle attrazioni maggiori della Route 66, con le sue numerose insegne al neon, i motel caratteristici e il famoso negozio Tee-pee Curios. Per sottolineare maggiormente il suo legame con questa strada, negli ultimi anni si sono inaugurati in città un murale e una scultura dedicata alla Route 66.

Qui troverete un luogo davvero unico: il Blue Hole, un laghetto – più una sorta di cenote – con una temperatura costante di 17° e la cui acqua si rinnova ogni sei ore. Profonda 24 metri, è collegato a un labirinto di passaggi e stanze sotterranee subacquee, il cui ingresso è stato chiuso nel 1976 per bloccare l’accesso ai sub meno esperti.
Sul fondo si trovano grandi massi, macerie, ossa, maschere, un crocifisso e altri oggetti. L’ideale per un tuffo rinfrescante!

Una delle città più particolari che vedrete, diversa da ogni altra sulla Route 66, con i suoi edifici aroncioni in stile adobe. Ve ne parlo più approfonditamente nell’articolo dedicato ma sappiate che vale davvero la pena fermarsi. Provate a risolvere il mistero della scala nella Loretto Chapel, visitate la cappella di San Francesco d’Assisi e la casa più antica degli Stati Uniti, ammirate la statua di Santa Kateri Tekakwitha, la prima beata cattolica nativo americana, passeggiate per la Old Town e la Canyon Road. Santa Fe è davvero una città ricca di luoghi interessanti e particolari, per me tappa obbligatoria lungo la Route 66!

Se siete appassionati di cinema, non potete assolutamente perdere il Bonanza Creek Movie Ranch, set di tantissimi film western e non solo. Potete ripercorrere i passi di tantissimi attori di fama mondiale, rivivere le storie e i luoghi di alcuni tra i film più conosciuti, all’interno della ricostruzione di una città del vecchio west che vi riporterà indietro nel tempo, in un’atmosfera unica, immersi nel tipico paesaggio del deserto americano.

Come perdersi le Scogliere Bianche del New Mexico? É uno dei parchi più caratteristici degli Stati Uniti, unico per le sue rocce bianche la cui forma ricorda vagamente le teepee, per questo si chiama “Tent Rock”. Si può entrare al parco fino alle 15.30 ed è vietato campeggiare all’interno. Vi consiglio di arrivare al mattino per godervi i suoi trail con tutta calma e di munirvi di acqua prima di entrare. Per tutti i dettagli e le informazioni potete leggere l’articolo dedicato.

A proposito di parchi nazionali, lungo la Route 66 è possibile vederne alcuni tra i più belli. Tra questi, il Painted Desert, che io ho amato più del Grand Canyon per i suoi colori particolari, i paesaggi vastissimi, il cielo infinito, la particolarissima Crystal Forest, i corvi e le nere strade sinuose incastonate nei colori rosa, rosso e arancio del deserto, ma anche per il fatto che un vecchio tratto della Route 66 ci passa proprio in mezzo.
Se volete approfondire, leggete il post dedicato.

Se cercate la tipica cartolina da Route 66, fermatevi a Holbrook. Perdetevi lungo questo tratto di Route 66 e i suoi luoghi iconici: il Wigwam Motel, il Navajo County Museum, il Rainbow Rock Shop, il Jim Gray’s Petrified Wood Company, la lastra d’arenaria con la scritta Route 66 e ogni negozio, café e luogo di questa sleepy city.

“Standin’ on a corner in Winslow, Arizona, such a fine site to see…” Vi dicono niente queste parole? É una delle più conosciute canzoni degli Eagles (quelli di Hotel California), che parlano proprio di Winslow. La canzone fece conoscere a livello mondiale questa cittadina, che decise di rendergli omaggio dedicandogli una statua in un angolo della downtown, con tanto di scritta “Standin’ on the corner”.

Flagstaff è una delle città in cui sogno di tornare, perché ci ha colpito molto. Doveva essere solo la “base” per il Grand Canyon (ma distano un’ora e mezzo, tenetelo presente se decidete di fare la stessa cosa), invece ne siamo rimasti incantati. Visitate il centro per fare un salto al 1800, fermatevi per osservare il cielo di notte, andate a vedere la locomotiva a vapore risalente del 1911, ascoltate musica al Museum Club, visitate il Pioneer Museum e le 7 meraviglie che la circondano: l’Oak Creek Canyon, il Walnut Canyon, il Wupatki National Monument, il Sunset Crater National Monument e il San Francisco Peaks.
Per approfondire, leggete l’articolo dedicato.

Nessuna descrizione e nessuna fotografia potrà mai descrivere adeguatamente il Grand Canyon. Bisogna vederlo dal vivo e riempirsi gli occhi della sua magnificenza per capire.
Vi consiglio di andare a vedere l’alba, perché stare lì a guardare il Grand Canyon che prende colore e luce, è un’esperienza indimenticabile, epica.
In questo articolo trovate tutte le informazioni utile per la visita e cosa vedere.

Un viaggio sulla Route 66 non può assolutamente saltare la cittadina simbolo della Mother Road: la cittadina di Williams, in Arizona, detta anche “Gateway to the Grand Canyon”, per la sua posizione strategica vicina al Parco (vicino significa 1 ora di distanza circa), raggiungibile con la Grand Canyon Railroad, un vecchio treno a vapore che da Williams arriva direttamente al Grand Canyon (più informazioni sul sito ufficiale). Un’esperienza da provare!
Passeggiando per la Historic Downtown troverete tantissimi luoghi legati alla Route 66: dai tipici Diner ai murales, i negozi di souvenir e memorabilia, la Pete’s Gas Station Museum, il Sultana Bar&Theatre e tanto altro.
Imperdibile anche la Wild West Junction, una vera e propria ricostruzione di una cittadina dell’Old West (dove si può anche soggiornare, nel Drover’s Inn, con prezzi che vano dai 135 – in camera singola- ai 235 – in camera doppia – dollari a notte).

La città più colorata della Route 66 è una tappa obbligata per andare a salutare Angel Delgadillo, l’Angelo custode della Route 66, colui che più di tutti si è battuto per tenere viva la strada e farla rinascere , fondatore della Route 66 Historic Association of Arizona. Se oggi possiamo percorrerla, realizzando uno dei viaggi più belli della vita, è grazie a lui. Passate per un saluto o fare due chiacchiere nel suo Barber Shop. Anche suo fratello Juan aveva un negozio qui, il Delgadillo’ Snow Cap Drive In, dove ci si può fermare per mangiare qualcosa di buono.
Anche qui a Selingman i Gift Shop spiccano per la loro particolarità, come il Rusty Bolt, il Cupper Cart. il Westside Lilo’s Cafe e il Road Runner.
Cercate la Seligman Grocery per il suo bellissimo murale (Schoney Avenue) e sulla stessa strada troverete la cosa dello Sceriffo Owens, famoso per aver sgominato una delle più grandi gang di ladri di bestiame della zona. Infine, fate un salto a vedere la Seligman Depot, la ricostruzione di una colorata cittadina western.

Siamo al confine con la California e Oatman è un gioiellino fuori dal tempo. Una cittadina che rischia di diventare una ghost town (per molti lo è già un po’) e che amerete se vi piacciono i luoghi polverosi e decadenti. Una particolarità distingue questa cittadina da tutte le altre: gli asinelli che camminano liberi per le sue strade – protetti dallo US Department of Interior! Nei negozi è possibile acquistare del cibo fatto appositamente per loro ma è assolutamente vietato dar loro da mangiare altro tipo di cibo.
Sembra il luogo ideale per assistere a una sparatoria tipica del vecchio west, e potreste vederla davvero grazie ai  Ghost Rider Gunfighters che ogni giorno dalle 13 alle 15.30, mettono in scena dialoghi e duelli con le pistole in puro stile Old West.

Il Roy’s Café di Amboy, aperto dal 1938, è una vera e propria icona della Route 66 ma anche della California, perché fa rivivere l’atmosfera tipica che si respirava da queste parti negli anni ’50.
Il Cafè è stato anche location di diversi film: he Hitcher – Sulla Strada della Paura con Rutger Hauer;  Kalifornia con dei giovani David Duchovny, Michelle Forbes, Brad Pitt e Juliette Lewis e Beneath The Dark, un mistery-thriller meno conosciuto ma molto interessante per gli appassionati del genere.
Per il resto, Amboy è una vera ghost town, su cui veglia il cratere del vecchio Amboy Crater, un vulcano addormentato, nato circa 79000 anni fa, ben visibile lungo la strada.

Molti segnalano la cittadina di Barstow solo per il McDonald’s in cui si può mangiare nelle vecchie carrozze d’epoca, ma se gli concedete un po’ di tempo in più di una mangiata, vedrete che ha ben altro da offrire ai viaggiatori. Come la Casa del Desierto che ospita il Route 66 Museum e il Western America Railroad Museum (visitabili dal venerdì alla domenica), il Mojave River Valley Museum per approfondire la storia dei Nativi della zona e i murales della Main Street.

Anche la fama di questa città è legata al McDonald’s, trovandosi qui il primo ristorante della storia della famosa catena fast food, al cui interno si può visitare anche l’l’Original McDonald’s Museum.
Visitate anche uno dei soli tre tee-pee motel rimasti, lo Screaming Sally’s Saloon, un “iconic biker bar on Route 66″  e andate a vedere la formazione Arrowhead, il simbolo della Contea di San Bernardino. Si tratta di una formazione rocciosa di quarzo chiaro a forma di punta di freccia (da qui il nome) grande 419 x 137 metri. Secondo una leggenda locale, la forma è stata incisa da una freccia scoccata dal cielo che ha colpito la montagna, indicando un punto in cui si trova una sorgente dove poter essere guariti (e da cui nasce l’acqua a marchio Arrowhead, il che fa pensare la leggenda sia più una trovata commerciale).

Ultima tappa della Route 66: la mitica, sensazionale, magica Los Angeles!
Bisognoerebbe dedicarle almeno 3 o 4 giorni la prima volta e comunque non basterebbero. Un solo giorno va via per gli Universal Studios, imperdibili se amate il cinema, insieme a Hollywood, la Walk of Fame e l’Academy Museum, le centinaia di location cinematografiche. E ancora il Griffith Observatory, le LACMA Urban lights, il Westwood Village Memorial Cemetery, Bel Air e Beverly Hills, la Getty Villa, i murales di Venice Beach… e per finire, Santa Monica dove si trova la vera End of the Trail della Route 66, proprio sul bellissimo Pier.

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