Quante volte vi è capitato di vedere un film e pensare “che bella quella macchina, quanto mi piacerebbe salirci!”? Ebbene, esiste un luogo negli Stati Uniti in cui questo sogno può realizzarsi e si trova a Branson, in Missouri, una piccola cittadina che noi abbiamo ribattezzato “la Las Vegas del Missouri”…
…per scoprire solo dopo che ci avevano già pensato i Simpson! Nella settima stagione, nell’episodio “Bart girandolone” (in originale “Bart On The Road”, che è più bello), Bart si procura una patente falsa e porta Milhouse a fare un piccolo viaggio on the road. Arrivano anche a Branson, dove Bart commenta: “Papà dice che è come una Las Vegas gestita da Ned Flanders.”
Si trova vicino a Springfield – “The Birthplace of Route 66”, ne ho accennato in questo post insieme a Branson – nel cuore dei monti Ozark.
Tutto comincia nel 1894, quando viene scoperta una grotta spettacolare tra le colline degli Ozark: la Marvel Cave, che presto inizia ad attirare visitatori da tutta la regione. In realtà in quest’epoca l’area di Branson è ancora una terra aspra e isolata. Durante e dopo la Guerra Civile, le cime rocciose e brulle della zona – chiamate “Bald Knobs” dalla gente del posto – furono rifugio di briganti e fuorilegge. Jesse e Frank James, i fratelli Younger, Alf Bolin: nomi che divennero leggenda tra i loro sostenitori. In quegli anni, bande e vigilantes – quest’ultimi chiamati “Bald Knobbers” – si scontrarono proprio su quelle cime, dandosi la caccia.
La pace infine tornò e, nel 1903, fu fondata la moderna comunità di Branson. I suoi fondatori l’avevano immaginata come un centro industriale, ma ironia del destino Branson sarebbe diventata una delle principali destinazioni turistiche per famiglie degli Stati Uniti.
Nel 1907 lo scrittore e pastore Harold Bell Wright pubblica The Shepherd of the Hills, un romanzo ambientato proprio in queste zone. Fu un successo clamoroso e divenne il primo romanzo americano a vendere più di un milione di copie. Raccontava una storia affascinante e profonda, popolata da personaggi che vivevano tra le colline delle Ozarks. Migliaia di lettori, colpiti dalla bellezza dei luoghi descritti, cominciarono a viaggiare per vederli di persona. Branson si trasformò così in meta turistica grazie a un libro – proprio come fanno i film oggi (e infatti nel 1941 fu girato un film basato sul libro)!
Col passare del tempo, quello che era un turismo spontaneo divenne un’industria permanente. Due grandi attrazioni nacquero già negli anni ’50: il Shepherd of the Hills Outdoor Theatre and Park, che ancora oggi mette in scena la storia del romanzo, e Silver Dollar City, un parco tematico diventato uno dei più famosi del Midwest. Gli stessi cittadini poi iniziarono a proporre spettacoli per i visitatori. Tra i più noti ci sono i Mabe, creatori del Baldknobbers Jamboree: uno show di musica country e sketch comici in chiave leggera e familiare.
Conseguentemente, la scena musicale si sviluppò rapidamente, alimentata anche dalla vicinanza di Springfield, dove già negli anni ’30 la stazione radio KWTO di Ralph D. Foster trasmetteva performance country dal vivo, tra cui l’iconico Ozark Jubilee, andato in onda a livello nazionale su ABC-TV dal 1955. Foster fu una figura chiave nella storia musicale della regione: oggi esiste un museo a lui dedicato nel campus del College of the Ozarks. Anche altri programmi musicali nazionali come Five Star Jubilee e Talent Varieties nacquero da Springfield (d’altronde, molti artisti country – come Porter Wagoner, Speck Rhodes, Jerry Wallace, Billy Swan, Sara Evans e Chris Janson – hanno radici nel Missouri).
Negli anni ’80 e ’90, Branson esplode: lungo la Country Boulevard sorgono decine di teatri e la città si afferma come “capitale dell’intrattenimento dal vivo”, differenziandosi come alternativa più accessibile e familiare a Las Vegas. Gli spettacoli sono puliti, adatti a tutte le età, e molti trasmettono un messaggio positivo. Ogni sera si esibiscono artisti country, cori gospel, illusionisti, acrobati e ogni tipo di varietà. In quegli anni si trasferiscono qui nomi celebri come Boxcar Willie, Roy Clark e i Sons of the Pioneers. Vanno in scena spettacoli iconici come quello della performer Jennifer Wilson all’Americana Theatre (non è un errore di battitura, si chiama proprio così!) o il Jim Owen Morning Show. La città ospita anche festival come l’Old-Time Fiddle Festival, il Branson Jam e la State of the Ozarks Fiddlers Convention.
Intanto si moltiplicano anche le attrazioni: il Titanic Museum, con la replica a grandezza naturale della celebre scalinata, il parco acquatico White Water, i musei delle cere, le ruote panoramiche, resort per le vacanze e ogni genere di intrattenimento.
Oggi Branson è una cittadina di circa 13.000 abitanti che accoglie oltre 8 milioni di visitatori l’anno. Una destinazione improbabile diventata, con pazienza e creatività, uno dei luoghi – per chi ama le mete del divertimento – più amati del Midwest americano.

Sul sito di Explore Branson, trovate l’elenco di tutte le attrazioni e gli eventi della città.
Tra queste, voglio raccontarvene una in particolare: il Celebrity Car Museum.
Aperto nel 2012 da Kathy e Scott Velvet – madre e figlio – che collezionavano auto e cimeli cinematografici già dal 1977, tanto da aprire dei musei in Florida, Tennessee e perfino alle Hawaai. Nel 2012 arriva quello di Branson, aperto dopo l’acquisto della loro prima Batmobile.
All’interno del museo sono esposti centinaia di cimeli e oltre 100 automobili prese dai set cinematografici o ispirate a quelle dei film. La collezione viene rinnovata ogni anno quindi è possibile vedere qualcosa di nuovo ogni volta che si visita il museo.

Il biglietto costa circa 25$ per gli adulti, 16$ per i bambini dai 5 al 12 anni e 18$ per i ragazzi dai 13 ai 17 anni, a cui bisogna aggiungere – come sempre ai prezzi esposti negli USA – le tasse.
Si potrebbe parlare per ore delle auto e degli oggetti esposti. Noi abbiamo visto esposte all’esterno: la Chevrolet Impala del 1967 e la Dodge Charger SRT8 di Supernatural; l’Audi A8 di Better Call Saul (quella che guida la fidanzata di Saul goodman, Rhea Seehorn); la Jaguar XKR di David Schwimmwer, Ross di Friends, che venne usata anche in una puntata della settima stagione della sitcom; le riproduzioni di Saetta McQueen e Cricchetto; la Mistery Machine e la ECTO-1 dei Ghostbusters usata per promuovere il remake del 2016… questa è una storia carina: per la promozione del film, Lyft – una compagnia che offre trasporto automobilistico privato, come Uber – creò diverse auto ECTO-1 con cui andare a prendere i clienti in varie città degli Stati Uniti. Questa esposta al Celebrity Car Museum venne usata a San Francisco.
E questo era solo l’esterno!
All’interno, oltre alle auto, è esposta un ricca collezione di cimeli, come un paio di arcade games usati nel film Pixels, la piramide in miniatura usata in Stargate (gli oggetti in miniatura venivano usati nella fotografia al posto del moderno CGI), un tribolo della quinta stagione di Star Trek, la valigetta di metallo di Tony Stark (che Robert Downey Jr regalò alla crew del film “Avengers”… sempre generoso come pochi altri), il kimono che ha indossato Ralph Macchio in Karate Kid 3, la moto che Idris Elba ha guidato in Ghost Rider, la sedia director chair di H. B. Toby Halicki usata per girare “Fuori in 60 secondi”… e questi sono solo alcuni esempi!
Ci sono poi anche oggetti di personaggi reali, come alcune cose appartenute alla Principessa Diana, la limousine in cui hanno viaggiato Jacqueline Kennedy e il figlio John Jr. per il funerale di JFK; le carte usate a Las Vegas dai cinque del Rat Pack (li ricordate? Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr, Joey Bishop e Peter Lawford) e un manifesto originale della caccia a Lucky Luciano.




E le auto? Moltissime!
Dalla Pontiac Firebird da Knight Rider con David Hasselhoff alla Daytona Spider di Miami Vice, dalla Honda Civic gialla di True Blood (con tanto di autografo di Anna Paquin – Sookie Stackhouse nella serie – sull’aletta parasole) a Herbie. Quello qui esposto è il Maggiolino del film “Herbie – Il Super Maggiolino” del 2005 con Linsday Lohan. Herbie era un Maggiolino Volkswagen Deluxe Ragtop Sedan verniciato in L87 Pearl White. Normalmente, anche gli interni sarebbero stati verniciati dello stesso bianco ma per il film gli interni di Herbie furono dipinti di un grigio speciale non riflettente, per evitare che luci e telecamere dello studio creassero riflessi. Per il film del 2005 servirono ben quattro Herbie per una sola scena, quando corre la gara in NASCAR in cui sale sulla ringhiera (nel video sotto): uno venne costruito per salire sulla ringhiera e gli altri due per viaggiarci sopra, più la quarta per le gare su strada. Tra l’altro, nella scena del demolition derby, non sono stati usati stunt ma è Lindsay Lohan in persona a guidare!
Tornando alle auto del museo, c’è la Ford Crown Victoria di Inception – il taxi giallo che si vede nel primo livello del sogno quando Cobb (DiCaprio) e compagnia tentano di prendere Fischer (Cillian Murphy); la Chevy El Camino del film Breaking Bad; la Yamaha XT250 che Rambo cavalca nel primo film; la Pontiac del ’67 che Vin Diesel guida in “xXx”; la Mustang Saleen del 2005 prodotta per Transformers (e mai prodotta per il commercio, quindi unico esemplare); la Ford Taurus che usa la polizia in Robocop 3; la Dodge Charger del 1970 di Fast and Furious; la Cadillac El Dorado in cui Hopper e Joyce di Stranger Things scappano dai russi e anche la Ford Pinto del 1967 che guida normalmente Joyce… insomma potrei continuare a lungo.
Io mi sono sentita come una bambina la parco giochi, non mi sembrava vero di poter toccare con mano le auto usate sui set dei film. E quando dico toccare con mano, intendo proprio realmente. Infatti ciò che distingue questo museo da tutti gli altri è l’avere la possibilità di salire su una delle auto a scelta (anche se non è possibile farlo proprio su tutte) e farsi fotografare, pagando un’aggiunta al biglietto (circa 19$ per la Batmobile originale del 1966 e 10$ per tutte le altre). Io ho scelto la Jaguar decapottabile del 1988 di Birds of Prey. L’auto nel film appartiene a Black Mask (Ewan McGregor) ma nel film la guidano un po’ tutti i personaggi, anche la Harley Quinn di Margot Robbie (che adoro!) e Nunzio la Dodge Challenger del 1970 che guida Gibbs di NCIS.



Insomma, un’esperienza unica che non si può vivere altrove e un motivo in più – diciamo il principale, per gli appassionati di cinema e di auto – per andare a Branson!

