Una delle decisioni importanti da prendere quando si organizza un viaggio è proprio quella riguardo agli alloggi. Scegliere dove dormire non è facile come può sembrare, perché bisogna tenere conto di diversi fattori e, soprattutto quando andiamo in un posto nuovo, non è facile capire quale può essere la scelta migliore.
Una scelta che diventa fondamentale nei viaggi on the road e un po’ di più quando si tratta di scegliere dove dormire in New England, una terra dal fascino storico e naturale indiscutibile, famosa anche per i suoi Country Inn, i tipici alloggi della zona, spesso in formula B&B, caratterizzati soprattutto da un’accoglienza calorosa fuori dal comune.
Ma non solo country inn: anche motel che regalano viste spettacolari e hotel storici. Il New England ne ha per tutti i gusti e per tutti i tipi di viaggiatori!
Nell’organizzazione del viaggio la scelta dell’alloggio per me rientra anche nella parte più divertente: adoro cercare posticini particolari, insoliti, con un buon rapporto qualità-prezzo. Quindi, per aiutare altri viaggiatori in questa scelta, ho pensato di raccomandare (e raccontare) gli alloggi che più abbiamo amato – tutti testati personalmente! – per rendere il viaggio (magari un bell’itinerario cinematografico del New England) davvero perfetto.
Sono elencati in ordine sparso, anche se il primo è il nostro preferito in assoluto!
Dove dormire in New England: The Red Lion Inn, Cohasset, Massachussets
Da non confondere con l’onomimo e più famoso Inn di Stockbridge (non hanno nulla in comune), il Red Lion Inn di Cohasset si trova a circa un’ora a sud di Boston e custodisce un passato e una storia bellissima, legata a quella dei primi coloni. La casa originale fu costruita all’inizio del Settecento da Thomas James, un uomo di punta della comunità di Cohasset, fondatore della prima parrocchia e socio di Mordecai Lincoln – zio del futuro 16° Presidente degli Stati Uniti – nel progetto di una fonderia di ferro a Turtle Island. Thomas usava la casa come abitazione privata, e così fece anche suo figlio Philip. Fu il nipote, Christopher James, nato nel 1752, a cambiare il destino della struttura. Uomo d’affari, negoziante e locandiere, Christopher ampliò la vecchia casa di famiglia, aprendola ai viaggiatori e battezzandola per la prima volta Red Lion. Nei decenni successivi la struttura subì tantissime modifiche, cambi di gestione e persino di nome (per un lungo periodo è stata conosciuta come Hillside Inn), ma il fascino originale è arrivato intatto fino ai giorni nostri.
Oggi l’anima storica della locanda si respira soprattutto nel monumentale fienile settecentesco, The Barn, con le sue gigantesche travi grezze a vista, e nella taverna sotterranea, The Cave. Questo seminterrato in pietra, originale dell’epoca, sembra fatto apposta per evocare gli anni ’20 del Proibizionismo, quando la costa frastagliata della South Shore era il terreno di caccia preferito dai contrabbandieri di liquori che scaricavano casse di rum nel cuore della notte.





Il Red Lion Inn dispone di 15 bellissime camere. Noi abbiamo soggiornato nella numero 5 e non posso che consigliarla: dispone di due letti a barca Queen Size, un camino e una vasca idromassaggio in bagno. Lo stile è rustico elegante, caldo ed accogliente (cozy!). E parlando di accoglienza, abbiamo ricevuto proprio quel tipo di accoglienza calorosa e gentile che ci eravamo immaginati e che contraddistingue l’America.
In camera abbiamo trovato un bollitore con a disposizione caffè, tisane, camomilla e cioccolata calda, asciugamani morbidi di varie dimensioni e comode pantofole.
Anche l’esterno è bellissimo, soprattutto decorato per l’autunno. C’è la Barn, un luogo bellissimo in cui organizzare matrimonio o eventi privati; il loro ristorante, Red Lion Tavern, che serve cucina tradizionale del New England rivisitata con influenze moderne e infine il The Cave, il locale in stile speakeasy per ascoltare musica live e bere qualcosa.
E noi, quando ripensiamo al New England, il Red Lion Inn è il primo luogo che ci torna in mente…



Dove dormire in New England: Munroe Inn Boutique Hotel, Auburn, Maine
Ci spostiamo nel Maine, nella tranquilla cittadina di Auburn. Qui sorge il Munroe Inn, situato in un palazzo storico iscritto nel National Register of Historic Places dal 1980.
La casa venne costruita nel 1899 come residenza privata per Horace e Maria Munroe, una delle famiglie più influenti e in vista della vita politica, economica e civile di Auburn. L’edificio è uno splendido esempio di architettura Queen Anne e conserva ancora intatti i dettagli opulenti dell’epoca, come gli alti soffitti decorati, i rivestimenti murali in legno di quercia e i grandi camini, per non parlare delle spettacolari vetrate colorate originali. Furono realizzate a fine secolo dalla celebre vetreria W. Spence Co. e sono considerate un pezzo di storia dell’artigianato americano talmente prezioso da essere state ufficialmente catalogate nei registri del prestigioso Museum of Fine Arts di Boston.
La famiglia Munroe ha abitato questa dimora per oltre mezzo secolo, fino ai primi anni ’50. Dopo una serie di passaggi di proprietà, la struttura è stata trasformata in un Bed & Breakfast nel 1999 e, più recentemente, tra il 2014 e il 2019, è stata sottoposta a un restauro minuzioso che ne ha salvato il carattere storico. Oggi l’Inn offre un soggiorno intimo e curatissimo, con suite che portano i nomi dei membri della famiglia originale (come la Noble, la Horace o la Maria Suite) e un delizioso porticato in legno dove rilassarsi la sera, perfetto per respirare l’atmosfera autentica della vecchia aristocrazia del New England.




Quando abbiamo soggiornato noi al Munroe Inn, eravamo gli unici clienti e ci è stata riservata la Maria Suite, la camera più grande, caldissima e piena di luce grazie alle grandi pareti finestrate. L’atmosfera è profondamente retrò, dominata da arredi d’epoca e da un maestoso letto incorniciato da un baldacchino integrato direttamente nel soffitto (è talmente grande che ci abbiamo dormito bene in tre col piccolo, ma nella stanza c’è tutto lo spazio per aggiungere comodamente un terzo letto). La camera è completata da un balconcino privato e, nonostante il sapore antico della struttura, non rinuncia a nessuna comodità moderna: dall’aria condizionata al Wi-Fi ad alta velocità, fino alla Smart TV dotata di canali streaming come Roku e Netflix.
Molto grande anche il bagno, dove spiccano le decorazioni in vetro colorato e la vasca. Da tenere conto che colori e decorazioni sono un po’ particolari e molto “retrò”, ma nel suo stile l’Inn è particolare, come il suo coloratissimo e caratteristico portico.
La colazione – al costo di 20$ a testa, da aggiungere al prezzo della camera – è eccellente e salutare: stagionale, preparata con cura e a base di frutta fresca, cereali e yogurt. Ma anche uova e marmellate dalle fattorie di zona, dolci e ispirazioni dalle cucine internazionali.
Abbiamo apprezzato molto anche l’accoglienza di Olga e la sua disponibilità. Ci ha raccontato molte cose sui dintorni e sul Maine e sulla storia del B&B, dandoci anche molti consigli utili. Un soggiorno da 5 stelle!




Dove dormire in New England: The Elizabeth Guest House and Restaurant, Bethel, Maine
Restiamo nel Maine, spostandoci però a nord, dove si trova l’Elizabeth Guest House and Restaurant, nel cuore del villaggio montano di Bethel. Iscritto nel National Register of Historic Places dal 1995, è considerato il più sofisticato e intatto esempio di architettura vittoriana di tutta la città.
Dietro la facciata asimmetrica dell’edificio, la torretta d’angolo con il tetto a campana e il magnifico porticato in legno intagliato, vive la storia di John M. Philbrook, commerciante di legname e bestiame di enorme successo, nonché senatore del Maine e commissario della Contea. Nel 1895 decise di celebrare il suo status commissionando la casa a un costruttore locale, Gilbert Tuell, per la cifra – astronomica per l’epoca – di circa ottomila dollari.
Considerata la spesa, Philbrook pretese il meglio degli artigiani del tempo: pareti rivestite in legno pregiato, caminetti dai dettagli unici, medaglioni in gesso sui soffitti, porte scorrevoli a scomparsa (pocket doors) e splendide vetrate artistiche. Il tutto è ancora oggi visibile all’interno dell’Inn, rimasto intatto nel tempo. Perfino la carriage house, la vecchia rimessa per le carrozze collegata alla casa principale, riprende gli elementi Queen Anne con una particolarissima cupola ottagonale in vetro.
Dopo la morte di Philbrook la casa rimase vuota per anni, finché nel 1938 fu acquistata da un rivenditore di auto locale e, negli anni ’70, divenne persino un alloggio per i professori della vicina e storica Gould Academy. Solo dagli anni ’90 la dimora ha aperto le porte ai viaggiatori e non le ha più chiuse.

Devo ammettere che all’arrivo in questo Inn abbiamo avuto qualche problema con la prenotazione, ma il personale è stato gentilissimo e ci ha aiutato in ogni modo, nonostante fossero impegnati con un evento importante che occupava praticamente tutta la struttura, finché non siamo riusciti a risolvere la cosa.
L’unico aspetto che non ci ha soddisfatto è stata la colazione, ma per esigenze di viaggio dovevamo partire prestissimo, quindi ancora non era del tutto completa, perciò mi tengo il beneficio del dubbio su questo aspetto considerando anche che cambia ogni stagione.
La camera numero 9, quella in cui abbiamo alloggiato, era spaziosa e si trova al primo piano della Stagecoach House. Dotata di due letti matrimoniali, due cassettiere, un armadio, un condizionatore a parete e un bagno privato con doccia, affaccia sul giardino esterno offrendo una bella vista sul foliage (se si va in autunno!)


Dove dormire in New England: The Vista, Gloucester, Massachusetts
Nel Massachusetts un alloggio da non perdere è il The Vista. Apparentemente un classico motel, nasconde una vista meravigliosa sulla Good Harbor Beach, regalando tramonti ed albe spettacolari.
Negli anni ’50 e ’60, la zona di Cape Ann – la penisola a nord di Boston che ospita Gloucester e Rockport – visse una seconda giovinezza turistica. Le vecchie ed enormi strutture vittoriane in legno stavano scomparendo (molte, purtroppo, bruciate nei decenni precedenti) e i viaggiatori all’epoca cercavano un tipo di viaggio più indipendente e easy. Il The Vista venne costruito nel 1960 proprio per rispondere a queste nuove esigenze, costruito su Thatcher Road, a metà strada tra il centro storico di Gloucester e il confine con Rockport. Il suo punto di forza, ieri come oggi, è l’affaccio panoramico rialzato: sorge su una collina che domina la celebre Good Harbor Beach, una delle spiagge di sabbia bianca più belle e fotografate di tutto il Massachusetts. L’architettura su due piani, disposta a semicerchio, fu progettata per fare in modo che ogni singola camera avesse un balcone o un patio privato orientato rigorosamente verso l’oceano.
E proprio grazie a questa posizione e alla vista mozzafiato, nell’aprile del 2025, prima che il motel aprisse per la stagione estiva, un location scout chiamò la reception dell’hotel e… pochi giorni dopo, niente meno che Ed Sheeran, si è presentato – blindatissimo! – al motel per registrare, all’interno della camera 32, il video musicale ufficiale della canzone “Old Phone”.



Le camere sono le classiche e semplici stanze da motel, ma in stile marinaro retrò, tutte con vista sull’oceano e dotate di patio con comode sedie da cui godersi la vista. La colazione continentale, quando il meteo e le temperature lo permettono, si fa di fronte alla reception, all’aperto, seduti a comodi tavolini con vista.
Il motel si trova in una zona apparentemente isolata, ma ad appena due minuti d’auto si trova il Cape Ann Marketplace con un comodo supermercato, soprattutto se prenotate la camera deluxe, dotata di frigorifero, lavello e piano cottura a due fuochi, pentole, padelle, piatti, posate, utensili e bicchieri, oltre a microonde e frigorifero. (questi ultimi due si trovano anche nelle altre tipologie di camera).



Dove dormire in New England: Lodge at Millstone Hill, Barre, Vermont
Per ultimo (ma non ultimo in ordine di preferenza, anzi, è in assoluto tra i nostri preferiti) un alloggio completamente immerso nella natura, perfetto per chi cerca relax totale. C’è il wi-fi ma niente TV, l’atmosfera è estremamente silenziosa e l’interazione con la natura circostante è il fulcro dell’esperienza.
Siamo a Barre, nell’entroterra del Vermont, alle porte di Millstone Hill. Oggi è un paradiso boscoso isolato dal mondo, ma a fine Ottocento era il motore della capitale mondiale del granito. La collina ospitava più di 75 cave attive che hanno fornito la pietra persino per lo State Capitol a Montpelier. Quando la produzione si è fermata e le vecchie cave a conduzione familiare sono state abbandonate, la natura si è ripresa tutto: i grandi scavi nella roccia si sono riempiti di acqua piovana, trasformandosi in laghi profondi color turchese e smeraldo, nascosti tra gli alberi.
Una curiosità naturalistica: alcuni sentieri costeggiano i vecchi enormi cumuli di scarti di granito (grout piles). A causa della densità della pietra e dell’esposizione, il lato nord di queste montagne trattiene il ghiaccio e la neve dell’inverno fino all’estate inoltrata. Quindi, quando si cammina in quei punti durante le giornate calde di luglio o agosto, si avverte un crollo improvviso della temperatura di quasi 10-15 gradi.
In questa zona si trova il Lodge at Millstone Inn, una struttura che si sviluppa intorno a due edifici storici principali, circondati da trenta ettari di terreno privato. Una è il The Lodge, una grande casa colonica di fine Ottocento con pavimenti in legno, una cucina in comune e un salone con camino, e l’altra il The Carriage House (la vecchia casa delle carrozze), che offre suite più ampie, stile appartamento, con cucina privata. La reception stessa ha una sua storia: si trova all’interno del vecchio General Store, l’emporio dei minatori dell’epoca, e ospita la Robert Burns Room, una sala comune con biblioteca e un immenso camino in pietra dove ci si ritrova per scambiare due chiacchiere o bere un caffè. Infine c’è la Barn, la classica barn rossa americana, per ospitare matrimoni o altri eventi.




Sembra di dormire in un cottage di montagna, e la sensazione di calore che dà è meravigliosa, perfetta per il periodo autunnale o invernale.
Noi abbiamo dormito nell’Alexander Milne Room, al secondo piano del Lodge, con bagno in comune. Una camera in stile Adirondack arredata con mobili d’epoca (come tutta la struttura… ci sono mobili e suppellettili risalenti a fine Ottocento o ai primi del Novecento, quindi bisogna fare anche molta attenzione a ciò che si tocca per non rovinarlo). L’unica cosa che segnalo è che subito dopo la porta d’ingresso alla camera bisogna salire una breve e stretta scala, molto rustico come impatto ma un po’ scomodo per le valigie e soprattutto per fare su e giù per il bagno (che si trova proprio di fronte la porta della camera).
La colazione si fa tutti insieme, in una grande tavola apparecchiata nell’area comune, ed è una cosa che a noi è piaciuta molto. Vengono servite frutta, cereali, latte e caffé, pane e marmellata, yogurt, croissant, succo di mela e succo d’arancia.
Un alloggio particolare e non adatto a tutti, ma perfetto per chi vuole immergersi nelle atmosfere del Vermont e sentirsi un po’ dentro a un film!





