Castello di Alnwick: segreti e curiosità sul set di Harry Potter e “Dungeons&Dragons – l’Onore dei Ladri”

Difficile trovare posti che urlano fantasy e magia più del Castello di Alnwick. Sarà che, una volta visti i film, è difficile essere lì e non sentirsi insieme a Harry, Ron e Hermione a fare lezione di volo sulla scopa, oppure immaginarsi a strimpellare insieme al bardo Edgin Darvis.

Ma non solo: anche Transformers, Downton Abbey, Star Trek: the Next Generation, Robin Hood il principe dei ladri, Westworld, Maria Regina di Scozia e moltissimi altri. Possiamo proprio chiamarlo “l’Hollywood dei Castelli”!

La vera storia del castello, però, inizia nel 1096, quando il nobile normanno Ivo de Vesci decise di erigere la prima fortezza in pietra per sorvegliare un punto di passaggio strategico lungo il fiume Aln. La struttura si guadagnò la fama di essere incredibilmente solida, diventando un baluardo fondamentale durante le sanguinose guerre di confine tra inglesi e scozzesi, resistendo a numerosi assedi e, nel 1174, assistendo alla cattura di Guglielmo il Leone, re di Scozia, avvenuta sotto le sue mura. La sua importanza era divenne tale al punto che, nel 1212, quando il signore di Alnwick venne accusato di aver complottato contro il celebre re Giovanni Senzaterra, il sovrano ne ordinò l’immediata demolizione. Un ordine che, fortunatamente, non venne mai eseguito.
Nel 1309 la fortezza venne acquistata dalla famiglia Percy, futuri conti e duchi di Northumberland, gli stessi che oggi ne detengono la proprietà. Fu Harry Percy, all’epoca, ad iniziare il progetto di trasformazione dando vita a uno dei complessi nobiliari più spettacolari in assoluto, caratterizzato da una struttura centrale circolare difesa da dieci torri serrate tra loro, a sua volta racchiusa da una grande corte esterna con mura sormontate da curiose figure in pietra scolpita, una tradizione decorativa tipica del nord dell’Inghilterra. Di quell’epoca medievale così fiera rimangono ancora oggi la Torre dell’Abate e la Torre del Conestabile.
Il castello passò poi attraverso varie turbolenze, tradimenti e abbandoni, passò di mano più volte tra Lancaster e York durante la Guerra delle Rose del XV secolo, venne utilizzato come prigione di guerra dopo secoli di abbandono e finalmente, a metà del Settecento, i Percy fecero ritorno ad Alnwick e decisero di riportare la struttura agli antichi splendori. Architetti come Robert Adam e il leggendario paesaggista Capability Brown ridisegnarono gli interni in un gotico leggero e romantico e modellarono i parchi circostanti. Tuttavia, nell’Ottocento, il quarto duca di Northumberland decise che quegli interventi erano “troppo poco medievali” e investì la cifra astronomica di duecentocinquantamila sterline per restituire all’esterno l’aspetto di un’autentica e austera fortezza medievale, affidando invece la decorazione delle stanze pubbliche interne a maestri italiani, che le trasformarono in sontuosi saloni rinascimentali.
Oggi Alnwick, dopo il castello di Windsor, è la seconda fortezza abitata più grande d’Inghilterra. Sebbene una parte sia ancora la residenza privata dell’attuale duca e della sua famiglia, in estate il castello apre le sue porte ai visitatori, che lo hanno scoperto e amato proprio grazie alla popolarità planetaria che il cinema gli ha regalato.

Per le riprese di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri, i registi cercavano un luogo reale che avesse la stessa maestosità di Neverwinter, soprannominata il “Gioiello del Nord”. Sono volati subito in Northumberland e nel maggio del 2021 la produzione ha occupato il castello, trasformando l’Outer Bailey, il grande cortile esterno in erba, nella piazza del mercato della città, invasa da carrozze, banchi di mercanti, stendardi colorati e centinaia di comparse. Se avete presente la scena in cui il bardo Edgin (Chris Pine) fa il suo ingresso a Neverwinter, guardate bene l’arco di pietra che attraversa: è il celebre Lion Arch, sormontato dal leone rampante simbolo della famiglia Percy, un gioiello del Settecento che scavalca il fiume Aln poco fuori dalle mura.. Anche la scena in cui Sofina ordina a Darlas di uccidere le guardie che “hanno permesso la fuga” (e, curiosità da nerd, quel combattimento dura esattamente 6 secondi, quanto un round a D&D) è stata girata nella zona del Lion Arch.

Curiosità: durante le tre settimane di riprese la cittadina di Alnwick è rimasta paralizzata, e non solo per le transenne. Il cast includeva anche Regé-Jean Page, il duca di Bridgerton che nel film interpreta il paladino Xenk, e la sua presenza ha scatenato i residenti, che si sono inventati i passaggi e le poste più assurde pur di intercettarlo nei pub locali a fine giornata.

Ma di cosa parla il film? In breve, la trama ruota attorno a Edgin, un bardo carismatico che, insieme a una sgangherata banda di avventurieri (tra cui una forte guerriera, un mago insicuro e una mutaforma), tenta di rimediare a un errore del passato. Il loro obiettivo è recuperare una reliquia magica e salvare la figlia di Edgin dalle mani del malvagio Forge, un ex alleato diventato il tirannico signore di Neverwinter grazie agli inganni di una potente maga rossa.

Mettendosi al centro dell’Outer Bailey – il grande cortile esterno al castello ma interno alle mura esterne della fortezza – è impossibile non ripensare alle scene di Harry Potter e la pietra filosofale e Harry Potter e la camera dei segreti. È proprio su questa erba che Harry, Ron e gli altri di Grifondoro e Serpeverde hanno preso in mano la scopa per la prima volta sotto gli occhi di Madama Bumb, ed è sempre qui che Neville Paciock ha perso il controllo, finendo appeso a una delle lance di pietra delle mura prima di cadere e rompersi il polso. Oggi, nello stesso punto, viene organizzato il Broomstick Training, dove vi mettono in mano una scopa di saggina e vi spiegano come saltare a tempo per fare la foto perfetta fingendo di volare. La lezione è inclusa nel biglietto del castello – c’è il banchetto proprio accanto a dove si svolge la lezione, chiedete a loro per prenotare l’orario – e vi consiglio di farla perché è divertente sia per gli adulti che per i bambini (se volete sfoggiare il look perfetto a tema, date un’occhiata alla collezione di gioielli di Fancy Me (il loro ciondolo a forma di Boccino d’Oro sembra uscito direttamente dal set! Se inserite il codice “ca15” avrete uno sconto del 15%!).
Poco più in là, sempre su questo prato, Oliver Wood ha aperto per la prima volta la cassa del Quidditch per spiegare a Harry come acchiappare il Boccino d’Oro
C’è poi un dettaglio divertente che riguarda l’Inner Bailey, il cortile più interno. All’inizio del secondo film, Harry e Ron arrivano a scuola a bordo della Ford Anglia volante e si schiantano contro i rami del Platano Picchiatore. Nella finzione l’albero si trova nel parco, ma la scena immediatamente successiva, con la macchina impazzita che sputa fuori i loro bauli e scappa via nel bosco travolgendo i ragazzi, è stata girata proprio dentro questo cortile di pietra.
Infine, il Lion Arch che in Dungeons & Dragons era l’ingresso di Neverwinter, per i ragazzi di Hogwarts era il passaggio per uscire dal castello. Ogni volta che vedete Harry, Ron e Hermione camminare parlando dei misteri della scuola, mentre scendono lungo il sentiero erboso diretti verso la capanna di Hagrid ai margini della Foresta Proibita, stanno passando proprio sotto le stesse arcate.

Curiosità: durante le riprese di Harry Potter e la pietra filosofale, la produzione dovette ricreare una pesante nevicata nel cortile interno. Venne utilizzata una quantità enorme di neve chimica artificiale. Il problema nacque a riprese finite: la finta neve si rivelò difficilissima da rimuovere, penetrò nelle fessure della pietra e lo staff del castello continuò a trovarne tracce nei corridoi e nelle stanze per mesi.

Come dicevo all’inizio, la lista delle produzioni che hanno sfruttato la bellezza di Alnwick è lunghissima. Gli amanti di Downton Abbey riconosceranno le sontuose stanze della fortezza negli speciali di Natale del 2014 e del 2015. Per l’occasione, il castello si è trasformato nella fittizia Brancaster Castle, la residenza estiva affittata da Lord Sinderby. Le riprese hanno coinvolto i magnifici saloni di rappresentanza (State Rooms, e qui molti dei mobili, dei dipinti e persino le foto di famiglia che si vedono sullo sfondo degli episodi sono gli oggetti reali usati quotidianamente dall’attuale Duca e dalla Duchessa di Northumberland nelle loro aree private), ma anche i cortili esterni e la suggestiva area di Hulne Abbey, situata all’interno del vasto parco del castello.
Inoltre, la tenuta compare quasi da location protagonista in Transformers – L’ultimo cavaliere (2017). Il regista Michael Bay ha usato Alnwick come dimora del personaggio interpretato da Sir Anthony Hopkins. In una delle scene più frenetiche, si vede una McLaren aggirarsi ad altissima velocità proprio attraverso le storiche porte fortificate e i cortili interni. Tra l’altro, i boati, i rombi dei motori delle supercar e le simulazioni di scontri dentro e fuori le mura del castello furono così forti e continui che i residenti della cittadina di Alnwick, spaventati dal frastuono, chiamarono ripetutamente la polizia locale per capire cosa stesse succedendo.
Andando ancora più indietro nel tempo, Alnwick è stata la Nottingham di Robin Hood – Principe dei ladri (1991) con Kevin Costner, e ha prestato i suoi interni per le riprese di Maria Regina di Scozia (2018), confermando una versatilità straordinaria che permette a questa fortezza di saltare da un’epoca storica all’altra senza mai perdere un briciolo del suo fascino.

Curiosità: la splendida biblioteca del castello, usata come set sia in Downton Abbey che in Transformers, custodisce una collezione reale di oltre quattordicimila libri storici perfettamente catalogati, una delle più importanti biblioteche private del Regno Unito.

Oltre alle stanze storiche e ai prati dei film, c’è un’area del castello dove si salta indietro nel tempo: l’Artisans Courtyard, un cortile trasformato in un laboratorio a cielo aperto che riproduce la vita quotidiana del Trecento, con figuranti e artigiani in abiti storici che si comportano come persone dell’epoca.
Passeggiando tra i banchi si può provare a battere il ferro con il fabbro, lavorare il cuoio, imparare a fare il sapone o capire come gli scalpellini modellavano la pietra. C’è anche uno spazio dedicato ai costumi storici, dove grandi e bambini possono indossare abiti medievali, mantelli e repliche di armature, o imparare i rudimenti della scherma antica con gli animatori. Si può provare tutto in prima persona, una visita totalmente immersiva e coinvolgente (per noi la parte più divertente della visita!).
Se invece cercate qualcosa di più movimentato, sempre da questo cortile cercate la Dragon Quest: una vera e propria caccia al tesoro interattiva, guidata idealmente dal fantasma di Harry Hotspur (il celebre cavaliere della famiglia Percy). Il percorso si sviluppa al buio, tra stanze piene di specchi, passaggi stretti e caverne, fino ad arrivare all’incontro finale con un drago animatronico nascosto nella roccia. L’attrazione è inclusa nel biglietto del castello: è un’avventura breve, ma le scenografie sono curate e l’atmosfera cupa dei sotterranei fa un ottimo effetto.

Esplorando le torri della cinta muraria si incontrano tre piccole aree museali gestite direttamente dalla proprietà. Il più celebre è il Fusiliers Museum of Northumberland, ospitato all’interno della Abbot’s Tower (lungo i tre piani della torre). Questo spazio racconta la storia dei Fucilieri di Northumberland, un reggimento di fanteria nato nel lontano 1674. Attraverso mostre interattive e archivi storici, il museo permette di scoprire la vita quotidiana dei soldati e delle loro famiglie, dalla fase di reclutamento fino al fronte, mettendo in mostra una ricca collezione di medaglie, uniformi originali, armi e diari di guerra. Si può persino provare a indossare una giubba storica o cimentarsi in alcune simulazioni d’epoca!
C’è poi la Postern Tower, che da quasi due secoli ospita il museo archeologico del castello. Fondato a metà dell’Ottocento dal quarto duca di Northumberland per valorizzare la storia locale, custodisce reperti celtici, romani e della prima Britannia (molti dei quali rinvenuti proprio nella contea), oltre a una collezione di antichità accumulate negli anni dalla famiglia Percy. Infine, la Constable’s Tower si sviluppa su tre livelli che mostrano l’evoluzione del castello: il seminterrato è rimasto identico a come appariva nel Trecento, mentre i piani superiori espongono bizzarri oggetti storici della famiglia (tra cui un velocipede dell’Ottocento, l’antenato della bicicletta) e raccontano la storia dei volontari locali che si organizzarono per difendere la costa durante le guerre napoleoniche.

Appena fuori dalle mura si estendono i grandi giardini di Alnwick, che attirano soprattutto per il particolare, e unico al mondo, Poison Garden, il giardino più velenoso del pianeta. Voluto dalla duchessa Jane nel 2005, per creare qualcosa di raro e particolare, ospita le piante più velenose da tutto il mondo.
L’ingresso è segnato da un grande cancello nero in ferro battuto, decorato con teschi e cartelli di avviso severi: è vietato toccare, annusare o assaggiare qualsiasi cosa. Questo giardino botanico raccoglie circa cento varietà di piante letali, tossiche o narcotiche: si va dalla belladonna alla cicuta, fino a piante insospettabili che crescono comunemente nei normali giardini di casa. Le visite sono rigorosamente guidate ed è fondamentale non deviare dai sentieri: le esalazioni di alcune specie sono talmente potenti che non è raro che qualche visitatore accusi capogiri o svenga camminando lungo i viali.

Il Castello di Alnwick si trova nell’omonima città, poco distante dal confine con la Scozia (quindi potete arrivarci facilmente anche da Edimburgo, come abbiamo fatto noi). In auto si arriva percorrendo la A1 e seguendo la segnaletica per Alnwick. Vicino al castello ci sono comodi parcheggi a pagamento, ma allontanandosi un po’ se ne trovano anche gratuiti.
I biglietti di ingresso acquistati online sono tutti validi come pass annuali (validi per 12 mesi dal giorno della prima visita) ai seguenti prezzi (al 2026. Se acquistati direttamente al castello vengono un po’ di più):

Adulti: £19.25
Bambini da 5 ai 16 anni:  £10.15
Bambini 0-4: gratis
Studenti e Over 60: £15.66
nb: fino a 16 anni bisogna entrare accompagnati da almeno un adulto.

Ci sono anche pacchetti famiglie (adulti e bambini da 5 a 16 anni): 1 adulto e fino a 4 bambini: £37.71 – 2 adulti e fino a 4 bambini:  £56.18

Questi biglietti non inlcudono l’ingresso al giardino, i cui biglietti possono essere acquistati a parte sul sito ufficiale, come quelli per il Lilidorei (bellissimo se viaggiate con bambini). Le ozpioni sono davvero tante, quindi per conoscere i prezzi e organizzare al meglio la vostra visita, date un’occhiata al sito ufficiale (oppure scrivetemi se volete aiuto nell’organizzazione!)

Orari: 10 – 17 per i cortili e l’Artisan Courtyard, mentre le parti interne del castello chiudono un po’ prima, tra le 16.30 e le 16.45 (a seconda della zona).

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