Guida alle location dei film a Edimburgo: da Trainspotting al nuovo Frankenstein

Il vento freddo che taglia la Royal Mile, la pietra scura dei palazzi, il labirinto di vicoli stretti e bui (i close) che punteggiano la Old Town, il cielo quasi sempre carico di pioggia: benvenuti a Edimburgo!

Benvenuti nella magia gotica che ha ispirato la nascita di Harry Potter, nelle atmosfere cupe del recente Frankenstein, nell’adrenalina di Trainspotting, nelle esplosioni di Avengers: Infinity War e nelle sgommate di Fast & Furious 9.
Da decenni l’atmosfera magica di Edimburgo, coi suoi scorci, le sue strade acciottolate e le sue antiche architetture, ha attirato numerosi registi, anche hollywoodiani, che hanno viaggiato oltreoceano per raccontare le loro storie in una delle città più pittoresche al mondo.
Capitale della Scozia dal 1437, Edimburgo è stata fondata sopra un vulcano, spento da 350 milioni di anni. Proprio questa conformazione geologica così estrema ha costretto i suoi abitanti, nel Medioevo, a rinchiudersi, per difendersi, all’interno delle mura protettive della Old Town. Con pochissimo spazio a disposizione, gli scozzesi fecero di necessità virtù e iniziarono a costruire verso l’alto, innalzando palazzi di pietra grigia di dieci o persino quattordici piani, veri e propri “grattacieli” ante-litteram. È tra queste torri che si sono formati i close, passaggi angusti e ripidissimi dove nobili, mercanti e criminali vivevano ammassati gli uni sugli altri, costantemente avvolti dal fumo dei camini che valse alla città il soprannome di Auld Reekie (la “Vecchia Fumosa”).
Solo nel Settecento, per sfuggire a quell’aria malsana e al sovraffollamento, i cittadini più benestanti decisero di espandersi oltre la vallata, costruendo la New Town: elegante, luminosa, fatta di ampi viali georgiani e piazze ordinate. Questa netta spaccatura, questa convivenza forzata tra l’oscurità viscerale della città vecchia e la razionalità ariosa di quella nuova, ha forgiato la doppia anima di Edimburgo, quel dualismo visivo ed emotivo che ispirò a Robert Louis Stevenson il suo Dottor Jekyll e Mr. Hyde.
Proprio questa peculiarità rende Edimburgo un palcoscenico cinematografico ideale, come dimostrano i numerosi film girati nella città, dalle pellicole horror alle saghe d’azione. Quindi, che sia per un weekend alla scoperta della capitale o solo l’inizio di un viaggio on the road in Scozia, vediamo quali sono le location cinematografiche da scoprire a Edimburgo!

La saga di Harry Potter (2001 – 2011)

“Words are, in my not-so-humble opinion, our most inexhaustible source of magic.”
“Le parole sono, nella mia opinione non così umile, la nostra fonte di magia più inesauribile.”
Albus Dumbledore (Silente)

Trama: (c’è davvero qualcuno che ancora non la conosce, anche solo per sentito dire?)
Harry è un orfano che venne affidato agli zii ancora in fasce. Zii che non lo amano particolarmente, anzi, lo fanno vivere rinchiuso in uno sgabuzzino, riempiendolo giornalmente di offese e compiti da svolgere in casa. Il giorno in cui compie 11 anni, però, scopre la verità: lui è un mago e deve frequentare la scuola di magia di Hogwarts, una delle più prestigiose al mondo. Da qui iniziano una serie di avventure che lo porteranno, tra lezioni di magia e tornei di Quidditch, a stringere legami d’amicizia forti e sinceri, a scontrarsi coi cattivi e ad affrontare l’ombra sempre più minacciosa del Signore Oscuro, Lord Voldemort. Parliamo di 8 film, quindi la trama è molto più interessante e complessa di così… ma anche impossibile da riassumere in poche righe!

Curiosità: Prima di parlare delle location del film, devo specificare che nessun film di Harry Potter è mai stato girato a Edimburgo. Quando si parla di “location di Harry Potter a Edimburgo” di solito sono titoli acchiappaclick, perché si parla solo di location che secondo i fan hanno ispirato i luoghi del maghetto. Edimburgo è considerata universalmente la casa di Harry Potter perché è qui che la Rowling ha scritto i libri – dopo essercisi trasferita nel 1993 – e perché per lo più i film sono stati girati in Scozia. Per la precisione, quando arrivò a Edimburgo la Rowling aveva già scritto i primi capitoli della Pietra Filosofale e terminò il libro tra le mura del Nicholson’s Cafè (e non il più celebre Elephant House, la cui sede originale ora è chiusa a causa di un incendio che ha semi-distrutto il locale). Inevitabile pensare che Diagon Alley non sia ispirata a Victoria Street o che la School of Divinity non abbia ispirato Hogwarts, perché le somiglianze sono tante e le atmosfere catapultano dritti all’interno del libro… eppure J. K. Rowling ha sempre smentito, dichiarando con fermezza: «Non ho mai visto né visitato Victoria Street prima di creare Diagon Alley. È nata interamente nella mia testa».

Location: Un altro dei luoghi che, secondo i fan, hanno ispirato le storie del mago è il cimitero di Greyfriars Kirkyard. Si trova vicino alla sede originale dell’Elephant Café (che ora si è spostato in Victoria Street, sembra solo in attesa di ristrutturare la sede originale dopo l’incendio), si tratta di un cimitero monumentale del XVI secolo. Qui, tra tombe gotiche logorate dal tempo, teschi scolpiti nella pietra e salici piangenti, si trovano le tombe di alcuni personaggi i cui nomi si ritrovano anche nella saga: William McGonagall, un pessimo poeta scozzese che ha prestato il cognome alla professoressa Minerva McGranitt (in italiano è MacGranitt, in originale McGonagall) e Thomas Riddell, morto nel 1806. Un nome che, con un lieve cambio di spelling (Tom Riddle), è diventato la vera identità di Lord Voldemort. Anche qui, però, la Rowling ha negato di aver mai notato quei nomi prima di scrivere il libro e di averlo scoperto solo anni dopo, quando il figlio ha partecipato con un amico a un tour guidato sui luoghi di Harry Potter.
Che sia vero o meno, il Greyfriarsi Kirkyard – come tutti gli altri luoghi di Edimburgo – merita una visita, magari guidata per scoprirne tutti i segreti, anche solo per conoscere Greyfriars Bobby, il fedele cagnolino terrier che, nell’Ottocento, vegliò la tomba del suo padrone in questo cimitero per 14 anni. Amato da chiunque frequentasse la zona, alla fine gli è stata perfino dedicata una statua, simbolo di fedeltà eterna.

Nel post su Instagram ho parlato meglio della verità sulle location di Harry Potter a Edimburgo… e lo farò anche in un articolo dedicato, ma se volete saperne un po’ di più nel mentre potete leggere qui.

2. L’illusionista (The Illusionist, 2010)

Trama: Si tratta di un film d’animazione, da non confondere con “The illusionist”, il film del 2006 con Edward Norton e Jessica Biel.
Alla fine degli anni ’50, l’era del vaudeville – un genere teatrale nato in Francia alla fine del Settecento, in cui alla prosa vengono alternate strofe cantate su arie conosciute – e del music hall sta tramontando, spazzata via dall’esplosione del rock’n’roll. Un vecchio illusionista francese, ormai disoccupato e malinconico, viaggia per l’Europa, cercando palcoscenici disposti ad accoglierlo. Arrivato in Scozia, in un piccolo paesino delle Highlands, incontra Alice, una giovane ragazza che lavora come cameriera in un pub e che è fermamente convinta che i suoi trucchi di prestigio siano vera magia. I due si trasferiscono a Edimburgo, dove l’illusionista cerca di mantenere viva l’illusione per non spezzare il cuore della ragazza.

Curiosità: Questo capolavoro d’animazione diretto da Sylvain Chomet è basato su una sceneggiatura inedita del 1956 scritta dal genio della comicità francese, Jacques Tatì (ne ho parlato in questo articolo). Chomet si innamorò di Edimburgo quando vi presentò il suo film precedente (Appuntamento a Belleville) al festival locale, e decise di spostare l’ambientazione della sceneggiatura di Tati da Praga alla capitale scozzese. Il film è un’incredibile lettera d’amore disegnata a mano dedicata a Edimburgo, di cui cattura magistralmente la luce variabile, i cieli pesanti e i dettagli architettonici.
L’idea di creare un film d’animazione fu della figlia di Tatì, Sophie. Il padre scrisse questa sceneggiatura pensando di farne un film recitato da lui e dalla figlia. Morì prima di poterlo realizzare, ma a Sophie non piaceva l’idea che un altro attore interpretasse la parte del padre, così ne autorizzò l’utilizzo solo per realizzarne un film d’animazione, il cui protagonista trae l’aspetto fisico e il nome proprio da Tatì.

Location: Il film ci regala scorci animati mozzafiato di diverse zone, ma è su Princes Street che si coglie il contrasto su cui si fonda la storia. Questa arteria principale della New Town, lunga poco più di 1 km e mezzo, si affaccia sulla vallata, offrendo una vista spettacolare sul Castello, e sui Princess Street Gardens, una delle principali aree verdi di Edimburgo. È anche una delle principali vie dello shopping!
Nel film, vediamo l’Illusionista camminare proprio qui, passando accanto allo storico grande magazzino Jenners (fondato nel 1838 e noto per la sua magnifica facciata rinascimentale, oggi in attesa di ristrutturazione), regalandoci uno scorcio di come doveva apparire la strada alla fine degli anni ’50.
A questo link, potete prenotare un tour gratuito a piedi (i Free Walking Tour) che vi porterà ad esplorare anche i Princes Street.
Per toccare con mano l’atmosfera nostalgica del film, ci spostiamo nel quartiere di Tollcross per cercare il Cameo Cinema in Home Street. Aperto nel 1914, è uno dei cinema indipendenti più antichi della Scozia ancora in funzione. Nel film di Chomet, c’è una scena in cui l’Illusionista entra in un cinema e si ritrova a guardare sullo schermo il vero Jacques Tati nel film Mio zio (Mon Oncle). Quel cinema dagli interni vintage, il bar accogliente e l’atmosfera d’altri tempi, è proprio il Cameo.

3. One Day (2011)

“Whatever happens tomorrow, we had today.”
“Qualsiasi cosa accada domani, viviamo oggi.”
Emma

Trama Il 15 luglio 1988, il giorno della loro laurea all’Università di Edimburgo, l’idealista Emma Morley e il ricco e scanzonato Dexter Mayhew trascorrono la notte insieme, decidendo però di rimanere solo amici. Da quel momento, il film – tratto dal celebre romanzo dello scrittore inglese David Nicholls – ci mostra la vita dei due protagonisti esattamente lo stesso giorno, il 15 luglio di ogni anno, per vent’anni. Tra successi, fallimenti, amori sbagliati e occasioni mancate, il loro legame rimane il filo conduttore di due vite in continuo mutamento.

Curiosità: Edimburgo è la vera culla della storia d’amore tra Emma e Dexter. È qui che si conoscono e, in un cerchio narrativo perfetto, è qui che la storia trova il suo senso più profondo.
La pronuncia dello Yorkshire di Anne Hathaway fu oggetto di infinite critiche all’uscita del film, poiché per alcuni britannici fu considerata troppo forzata. In effetti, la regista Lone Scherfig non voleva prendere un’attrice americana per la parte. La sceneggiatura fu consegnata alla Hathaway in segreto e ne rimase così affascinata che volò subito a Londra per il provino. Non andò benissimo perché lei era talmente emozionata da non riuscire a parlare, ma alla fine consegnò alla regista un elenco di canzoni a cui si sarebbe ispirata per interpretare il personaggio. Fu quella lista a convincere la Scherfig a scegliere Anne per la parte.

Location: La scena più iconica del film – quella che apre e chiude la storia – vede Emma e Dexter arrampicarsi all’alba su una collina per ammirare la città dopo la loro prima notte insieme. Quella collina è l’Arthur’s Seat, il punto più alto dell’Holyrood Park, che con i suoi 251 metri di altezza, domina lo skyline di Edimburgo. La salita, seppur breve, richiede un po’ di fiato e scarpe adatte, specialmente per affrontare i venti spietati che battono la cima tutto l’anno. Dal picco roccioso si ha la città ai piedi: il castello, il Firth of Forth – l’estuario che sfocia nel Mare del Nord – e il dedalo della Old Town. L’area sottostante, delimitata dalle spettacolari falesie chiamate Salisbury Crags, è anche un sito di enorme importanza scientifica: fu qui che, nel Settecento, James Hutton formulò le basi della geologia moderna osservando la stratificazione delle rocce.

4. Cloud Atlas (2012)

“We cross and re-cross our old paths like figure-skaters.”
“Passiamo e ripassiamo sulle nostre orme come pattinatori artistici.”
Timothy Cavendish

Trama: Le sorelle Wachowski e Tom Tykwer hanno trasformato il romanzo “L’Atlante delle Nuvole” di David Mitchell in un’opera colossale e complessa.
Il film racconta sei storie di sei persone diverse, interconnesse attraverso i secoli: dal viaggio di un avvocato nel Pacifico del 1849, a una società distopica in Corea del Sud nel 2144, fino a una tribù post-apocalittica nel 2321. I vari segmenti narrativi si intrecciano mostrando come le azioni individuali risuonino attraverso passato, presente e futuro, mentre l’unica cosa che hanno realmente in comune i sei personaggi è una voglia a forma di stella cometa.

Curiosità: Si tratta di uno dei pochi film della storia del cinema ad aver avuto tre registi a condividere equamente crediti e meriti. Le Sorelle Wachowski hanno girato tre delle storie, mentre le altre tre sono state girate da Tykwer e le riprese sono state effettuate contemporaneamente, con una crew completamente diversa da entrambe le parti. Per questo è uno dei film indipendenti più costosi della storia, con un budget da 100 milioni di dollari che i registi hanno dovuto iniziare a tirar fuori di tasca loro, data la difficoltà a trovare qualcuno che credesse nel progetto (inizialmente si era fatta avanti la Warner, poi ci ha ripensato). Il merito finale fu di Tom Hanks, che credeva molto nel progetto e partì per primo verso la Scozia per iniziare le riprese – e infatti l’attore ha anche dichiarato che è uno dei pochi film in cui appare che rivede volentieri. Questo diede fiducia agli altri attori che si unirono al progetto e, successivamente, ai finanziatori.

Location: Nel cast stellare (Tom Hanks, Halle Berry, Hugh Grant, Susan Sarandon), ogni attore interpreta molteplici ruoli in epoche e generi diversi, un espediente per sottolineare il tema della reincarnazione e del karma. La storia ambientata nel 1936 segue il giovane e talentuoso musicista inglese Robert Frobisher, che si reca in Scozia per fare da amanuense a un vecchio compositore. Sebbene gran parte delle riprese in interni e in studio siano state fatte altrove, Edimburgo fornisce lo sfondo cruciale e monumentale per i vagabondaggi malinconici di Frobisher. In una delle scene più evocative, Frobisher si arrampica in cima a un monumento gotico annerito per assistere al sorgere del sole sulla città, nel tentativo di afferrare l’ispirazione per il suo capolavoro, il “Sestetto dell’Atlante delle Nuvole”. Quella guglia in pietra scura, incastonata nei Princes Street Gardens, è lo Scott Monument, dedicato allo scrittore scozzese Sir Walter Scott. Costruito tra il 1840 e il 1844, è uno dei monumenti a uno scrittore più grande del mondo (supera i 61 metri di altezza) e la sua pietra arenaria è annerita dal fumo accumulato nei secoli della rivoluzione industriale. Oggi è possibile fare la stessa arrampicata di Frobisher: una scala a chiocciola claustrofobica di 287 gradini porta fino alla balconata più alta. Da lassù, circondati da sculture di gargoyle e personaggi dei romanzi di Scott, il panorama sulla città e sulla stazione di Waverley sottostante ripaga della fatica.

5. T2 Trainspotting (2017)

Trama: Vent’anni dopo aver tradito i suoi amici e rubato il bottino di un affare di droga, Mark Renton torna a Edimburgo. L’eroina è un lontano ricordo, ma i conti con il passato no. Ritrova Spud, ancora alle prese con le dipendenze, Sick Boy, che gestisce un pub di quart’ordine e tenta di avviare un business di ricatti, e l’instabile Begbie, appena evaso di prigione e accecato dal desiderio di vendetta.

Curiosità: Robert Carlyle qui è il “cattivo” del film, come lo è nella serie “C’era una volta”. Ha girato le due parti quasi in contemporanea (le riprese di Trainspotting 2 si sono svolte durante una pausa delle riprese tra una stagione e l’altra di “C’era una volta”) e si è talmente immedesimato nella parte del cattivo psicopatico, da decidere di evitare di stare vicino alla sua famiglia, per evitare comportamenti sconsiderati con loro.

Location: A differenza del primo Trainspotting del 1996 che, pur essendo ambientato a Edimburgo, fu girato per questioni di budget quasi interamente a Glasgow, il regista Danny Boyle per questo attesissimo sequel ha preteso di girare nei luoghi reali. Edimburgo è diventata così protagonista: mutata, gentrificata, ma ancora capace di nascondere il suo cuore ruvido. Il famoso monologo “Scegli la vita”, che nel primo film criticava il consumismo degli anni ’90, qui viene aggiornato da Renton ai giorni nostri, prendendo di mira i social network, il revenge porn e la precarietà moderna.
Per trovare la vera essenza di Trainspotting ci si deve spostare verso nord, fino al mare. Il quartiere di Leith, storicamente il porto di Edimburgo, è il distretto operaio in cui Irvine Welsh ha fatto nascere e crescere i personaggi del suo romanzo. In T2, Sick Boy gestisce il “Port Sunshine”, un pub in decadenza che rappresenta perfettamente l’anima di questa zona. Leith un tempo era un’area difficile e malfamata, mentre oggi è stata protagonista di una forte riqualificazione urbana, anche se lungo l’area del porto canale, chiamata The Shore, si respira ancora l’atmosfera portuale del passato. Camminando lungo il Water of Leith – il fiume che taglia la città e sfocia qui – troverete un mix affascinante di vecchi magazzini marittimi in mattoni riconvertiti, pub tradizionali dove bere una Innis & Gunn ghiacciata e ristoranti stellati.

6. Avengers: Infinity War (2018)

 “I’m sorry, Earth is closed today. You better pack it up and get outta here.”
“Mi dispiace, ma la terra è chiusa oggi. Vi conviene fare i bagagli e andarvene da qui.”
Tony Stark

Trama: Penultimo capitolo della Infinity Saga (e, per me, ultimo film decente della Marvel ma questo è un altro discorso), racconta l’arrivo della minaccia definitiva con cui il team degli Avengers deve scontrarsi: Thanos, il titano pazzo che sta spazzando l’universo alla ricerca spietata delle Gemme dell’Infinito. Scatena i suoi luogotenenti sulla Terra per strappare la Gemma del Tempo a Doctor Strange e quella della Mente incastonata nella fronte di Visione. Per arginare la minaccia, gli Avengers sono costretti a dividersi su più fronti: Iron Man, Doctor Strange e Spider-Man finiscono nello spazio profondo, dove uniscono le forze con parte dei Guardiani della Galassia. Nel frattempo, Thor si allea con Rocket e Groot per cercare un’arma capace di uccidere il nemico. Sulla Terra, Capitan America e Vedova Nera convergono in Wakanda. Qui, protetti da Black Panther e dal suo esercito, si preparano a un’ultima, disperata battaglia per difendere Visione e impedire a Thanos di raggiungere il suo vero, catastrofico obiettivo: spazzare via metà della vita nell’intero universo.

Curiosità: Infinity War segna un punto di svolta tecnico per il personaggio di Iron Man. L’introduzione della Mark 50, l’armatura basata sulla nanotecnologia (la “Bleeding Edge” dei fumetti), ha permesso a Robert Downey Jr. di liberarsi del tutto dalle pesanti e scomode componenti fisiche delle tute usate nei film precedenti. Sul set di questo film, l’attore ha recitato quasi esclusivamente indossando la tuta grigia per la motion-capture, permettendo movimenti molto più fluidi e reazioni più naturali durante i combattimenti.
E, cosa importante di cui tengo a parlare: durante il brutale e disperato scontro su Titano, Iron Man dà fondo a tutto il suo arsenale nanotecnologico per fermare Thanos, riuscendo infine a scalfirgli la guancia. La celebre battuta del Titano, “Tutto questo per una goccia di sangue”, nasconde un peso narrativo enorme: in quel momento, Tony Stark è letteralmente l’unico essere umano, privo di magia o poteri genetici, a essere riuscito a ferire fisicamente la creatura più potente della galassia. È la prova definitiva che il vero superpotere di Tony è sempre stato il suo intelletto.

Location: quando la corazzata Marvel è sbarcata a Edimburgo per le riprese, la città si è paralizzata. I registi avevano bisogno di un’ambientazione che trasmettesse un senso di isolamento romantico ma che potesse, nel giro di pochi secondi, trasformarsi in uno scenario d’azione. Girarono in città per sette settimane, lavorando quasi esclusivamente di notte, tra pioggia finta, esplosioni vere e giganteschi teli blu stesi sui palazzi storici e l’impatto economico sulla città è stato stimato in oltre 10 milioni di sterline.
A Edimburgo si rifugiano Wanda e Visione, e qui viene riprese la brutale aggressione a Visione tra i tetti e i vicoli che scendono dalla Royal Mile. L’inseguimento si snoda lungo Cockburn Street (pronunciata Coburn), una strada costruita a metà dell’Ottocento con un andamento a serpentina, creata appositamente per tagliare il ripido pendio della collina e collegare la città vecchia alla stazione. I suoi palazzi in stile baronale scozzese, con le facciate asimmetriche e le torrette, creano una vera e propria gola di pietra. Nel film, Wanda scaraventa i nemici contro le vetrine di questi negozi (reali!). La battaglia si sposta poi nei sotterranei luminosi di Waverley Station, la stazione ferroviaria principale, la seconda più grande di tutto il Regno Unito. Inaugurata nel 1846, si trova esattamente nel fondovalle che divide la Old e la New Town e prende il nome dai romanzi di Sir Walter Scott, l’unico caso al mondo di una stazione dedicata a un’opera letteraria. I registi hanno sfruttato il suo iconico tetto di vetro e acciaio, facendolo sfondare ai personaggi durante lo scontro, prima dell’arrivo di Captain America che emerge dall’ombra tra i binari veri e propri.
L’ingresso su Princes Street è quello esatto in cui i supereroi fuggono a bordo del Quinjet.

7. Fast & Furious 9 – The Fast Saga (2021)

“There’s Peace For Me In The Chaos.”
“C’è pace per me nel caos”
Lety Ortiz

Trama: Dominic Toretto ha cercato di ritirarsi a vita privata, ma il passato bussa sempre alla porta, solitamente a bordo di un’auto truccata in questa saga. Questa volta la minaccia è legata a Jakob, il fratello minore di Dom, un abile assassino e pilota di fama mondiale, sostenuto da un’oligarchia criminale. Per fermarlo e recuperare un dispositivo in grado di hackerare i sistemi d’arma globali, la “famiglia” dovrà sfidare le leggi della fisica in mezzo mondo, Edimburgo inclusa.

Curiosità: La crew di Fast & Furious l’ha letteralmente stravolto Edimburgo. Per 19 giorni, nel 2019, una troupe di 800 persone ha chiuso interi settori del centro storico. Gli stuntman hanno lanciato veri SUV blindati giù per le strade, fatto volare auto e lanciato persone dai tetti. Justin Lin, il regista, è rimasto folgorato dai dislivelli di Edimburgo: un incubo logistico per chiunque, ma il parco giochi definitivo per una saga che vive di salti e inseguimenti impossibili.

Location: In una delle sequenze più folli del film, si vede il fratello di Dom fuggire lanciandosi con una teleferica sui tetti, mentre la squadra utilizza enormi magneti montati su un camion per attirare e respingere le auto della polizia. Questa scena ha il suo culmine su Waterloo Place e lungo Regent Road, nella New Town.
Waterloo Place fu scavata nella roccia della collina di Calton Hill tra il 1815 e il 1819 per creare un ingresso moderno alla città. Camminando su questo ponte stradale fiancheggiato da palazzi neoclassici austeri – lo stesso su cui sfrecciano i bolidi del film – ci si ritrova davanti a un panorama insolito: il monumento nazionale a forma di Partenone incompiuto da un lato, e la discesa sinuosa verso il palazzo di Holyrood e il mare dall’altro. Uno dei tanti angoli magici di Edimburgo!

8. Frankenstein (2025)

“I had a vision, an idea took shape in my mind: inevitable, unavoidable, until it became truth.”
“Ho avuto una visione. Un’idea ha preso forma nella mia mente: inevitabile, finché non è diventata verità.”
Dr. Victor Frankenstein
 

Trama: il film è la rilettura del mito di Mary Shelley attraverso l’occhio visionario di Guillermo del Toro. Il dottor Victor Frankenstein, interpretato da Oscar Isaac, si spinge oltre i confini della scienza per sconfiggere la morte, assemblando e portando in vita una Creatura – Jacob Elordi – a partire da pezzi di cadaveri. Rigettato dal suo creatore e cacciato da un mondo che non capisce, il Mostro intraprende un viaggio di vendetta e scoperta in un’Europa cupa e inospitale.

Curiosità: Del Toro inseguiva il progetto di Frankenstein da quasi quindici anni. Quando Netflix ha dato il semaforo verde, il regista messicano non ha avuto dubbi su dove girare gli esterni, scegliendo subito Edimburgo. Nei mesi precedenti le riprese, Del Toro è stato avvistato a passeggiare da solo, di notte, tra i cimiteri e i vicoli della città per cercare le inquadrature perfette, dichiarando sui social di sentirsi a casa. Per restituire l’estetica sporca, vittoriana e spaventosa del romanzo del 1818, ha quindi scelto di non usare la parte monumentale, ma di scavare nelle arterie più buie della città vecchia, trasformandole nella Ginevra o nell’Inghilterra dell’Ottocento.

Location: uno dei luoghi più riconoscibili in cui ha girato il regista è la St Giles’ Cathedral, il principale luogo di culto di Edimburgo e uno degli edifici religiosi medievali più importanti di tutta la Scozia. Si trova sulla Royal Mile e la sua storia inizia nel 1124, quando venne fondata da Re Davide I (Dauíd mac Maíl Choluim in scozzese). Nel XVI secolo divenne il fulcro della Riforma scozzese, motivo per cui oggi è considerata la Chiesa madre del presbiterianesimo mondiale.
Da non perdere durante la visita:
– I “Green Men”: un tipo di sculture diffuse in Europa, che rappresentavano teste umane o di creature simili a gatti, dalle cui bocche e orecchie spuntava del fogliame. Si pensa fossero un simbolo del paganesimo per rappresentare il ciclo infinito della natura, che oggi viene usato nel Cristianesimo per ricordare la resurrezione di Gesù;
– Il Pilastro del Re: si trova all’estremità della cattedrale e reca quattro scudi che mostrano gli stemmi del re Giacomo II, di sua moglie Maria e del principe ereditario Giacomo III. Il quarto scudo raffigurava il giglio francese, simbolo del duca di Borgogna che aveva cresciuto Maria alla sua corte;
Le vetrate: una delle parti più famose e apprezzate della Cattedrale, risalenti al 1873, anche se delle vetrate più antiche sono sopravvissuti solo alcuni frammenti, poiché i riformatori le distrussero. Tra quelle presenti oggi, le più famose sono la vetrata di Burne-Jones e la grande vetrata sul lato ovest dedicata al poeta Robert Burns, fatta nel 1985;
– La Statua di John Knox: capo sacerdote al tempo della Riforma scozzese, rimase ministro di St. Giles fino alla sua morte nel 1672. Nel 1902 decisero di erigere una statua a lui dedicata e l’incarico venne affidato a famoso scultore scozzese Pittendrigh MacGillivray. La statua venne esposta nel 1906 nella navata Albany della Cattedrale.

Le location dei film a Edimburgo: Outlander (Serie TV, dal 2014 – Bonus!)

Trama: Poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’infermiera inglese Claire Randall si trova in Scozia per una seconda luna di miele con il marito. Avvicinandosi a un misterioso cerchio di pietre, viene inspiegabilmente catapultata indietro nel tempo, nel 1743, in una Scozia dilaniata dai conflitti tra i ribelli giacobiti e le giubbe rosse inglesi. Qui Claire dovrà usare le sue conoscenze mediche e storiche del Novecento per sopravvivere. L’incontro con l’affascinante guerriero Jamie Fraser cambierà per sempre il corso della sua vita.

Curiosità: Per girare la stagione 4, che si svolge in America (anche se le riprese si sono sempre tenute in Scozia), alcuni attori hanno dovuto davvero imparare la lingua Mohawk – il Kanienʼkeha, la lingua irochese parlata da alcune tribù native (circa 3500 persone oggi) del Nord America e Canada – sfruttando principalmente alcuni corsi online della Mohawk Language Preservation Society. Altri attori invece hanno lavorato con membri reali della tribù – alcuni dei quali sono apparsi anche nella serie – per lavorare sulla pronuncia e sull’inflessione della voce.
Allo stesso modo, parte del cast ha dovuto imparare il gaelico davvero, recitando le battute in lingua originale per garantire un’autenticità assoluta.

Location: Outlander ha fatto per il turismo scozzese quello che Il Signore degli Anelli ha fatto per la Nuova Zelanda. Girato interamente in Scozia, tra le tante bellissime location (qui trovate l’itinerario dedicato) che mostra la serie, ce n’è una che per la storia – e per i fan! – ha un significato importante: Bakehouse Close, nel film la tipografia in cui Jamie vive e lavora con l’identità segreta di Alexander Malcolm e in cui Claire lo ritrova.
Bakehouse Close è uno dei pochissimi cortili interni di Edimburgo che si è conservato quasi intatto dal XVI secolo: ciottoli irregolari, scale in pietra esterne e loggiati in legno scuro. Nel cortile si affaccia l’Acheson House, un palazzo nobiliare del 1633 con le pareti annerite dai secoli. La porta usata nella serie come ingresso della tipografia è in cima alla scalinata esterna sulla destra. Non troverete però l’insegna finta usata per le riprese.

Le location dei film a Edimburgo: i set appena oltre i confini della città

Prima di chiudere questo itinerario, allontaniamoci un po’ dalla capitale, appena pochi chilometri per inoltrarci nella campagna scozzese e scoprire due location straordinarie, protagoniste di altrettante pellicole indimenticabili.

Outlaw King – Il re fuorilegge (2018)

“We need to unite Scotland.”
“Dobbiamo unire la Scozia.”

Robert Bruce

Trama: Scozia, 1304. Dopo la cattura e l’esecuzione di William Wallace, la nazione è in ginocchio sotto il giogo spietato di re Edoardo I d’Inghilterra. Robert the Bruce, nobile scozzese inizialmente riluttante, decide di ribellarsi. Incoronato re di Scozia e subito esiliato, combatterà con un pugno di uomini disperati per riconquistare l’indipendenza sfruttando la guerriglia sul duro e implacabile territorio scozzese.

Curiosità: Questo film Netflix, diretto dallo scozzese David Mackenzie, vanta un realismo intenso sia nelle riprese che nei fatti storici (a differenza di Braveheart). Non è perfettamente accurato e alcuni fatti realmente accaduti sono stati modificati nei tempi, ma sicuramente racconta la storia come è stata davvero, molto poco romanzata.
Una di queste storie è quelle di James Douglas, soprannominato “The Black” per la sua ferocia. Il clan dei Douglas acquisì moltissimo potere e venne considerato una minaccia, quindi nel 1440 il capo clan fu invitato a una cena nella quale venne poi assassinato. La cena passò alla storia come la “Black Dinner”, la Cena Nera, e questo episodio reale ispirò le Nozze Rosse ne “Le Cronache del ghiaccio e del fuoco” (nonché serie TV “Il Trono di Spade”) di George R. R. Martin.

Location: il regista si rifiutò di usare il celebre Castello di Edimburgo in centro, preferendo il più crudo e suggestivo Craigmillar Castle, ad appena 6 km dal centro. Spesso definito “l’altro castello di Edimburgo”, è uno dei castelli medievali meglio conservati di tutta la Scozia. Per visitarlo non c’è un percorso libero, lo si può esplorare come puiù piace, proprio come chi una volta ci viveva. La roccia e i mattoni sono gli stessi che, nel 1566, ospitarono Maria Stuarda in cerca di rifugio. Inoltre, dall’alto offre una vista meravigliosa sulla campagna scozzese.

Il Codice da Vinci (2006)

“That’s why we study history… so we’ll stop killing each other.”
“È per questo che studiamo la storia… così la smetteremo di ucciderci l’un l’altro.”

Robert Langdon

Trama: Un brutale omicidio al Louvre trascina il professor Robert Langdon e la criptologa Sophie Neveu in una caccia al tesoro attraverso l’Europa. Braccati dalla polizia e da una setta segreta spietata, i due dovranno decifrare enigmi nascosti nelle opere di Leonardo da Vinci per svelare uno dei misteri più grandi e protetti della storia dell’umanità: la verità sul Sacro Graal.

Curiosità: l’adattamento cinematografico di Ron Howard, con Tom Hanks e Audrey Tautou, ha trasformato in immagini il fenomeno letterario globale di Dan Brown. Ma al contrario di Outlaw King, da molti il libro è stato dichiarato storicamente infondato, al punto che molti luoghi – come ad esempio l’Abbazia di Westminster – si sono rifiutati di accogliere le riprese del film. Molti altri luoghi invece, come il Louvre, avevano regole rigidissime per la troupe: le riprese si potevano svolgere solo di notte, i pavimenti non dovevano essere rovinate e nessuna luce doveva essere riflessa sulle opere, al punto che furono costretti ad usare solo repliche.

Location: A circa quindici chilometri a sud di Edimburgo, si trova la Rosslyn Chapel, nel piccolo e carinissimo villaggio di Roslin. È qui, sotto l’incredibile volta di pietra scolpita, che Langdon e Sophie arrivano alla fine del loro viaggio per trovare il Santo Graal.
Costruita nel 1446, è un capolavoro del gotico europeo in cui ogni singolo centimetro di pietra è intagliato con simboli massonici, pagani, cristiani e figure enigmatiche. Il dettaglio più famoso è la “Colonna dell’Apprendista” (The Apprentice Pillar), legata a una sanguinosa leggenda locale di gelosia e omicidio.
Nel film, Langdon segue la linea della rosa fino alla cripta sottostante. Nella realtà, la cripta esiste, ma non nasconde i segreti di Maria Maddalena. É in dubbiamente uno dei luoghi più affascinanti e particolari che abbia mai visitato e lo considero tra i posti imperdibili in un viaggio in Scozia.

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