Uno degli edifici religiosi più imponenti del Regno Unito è la Cattedrale di Gloucester, nella tranquilla e omonima cittadina nel sud-ovest dell’Inghilterra. Noi appassionati di cinema, però, la conosciamo – anzi, riconosciamo – meglio con un altro nome: Hogwarts!
Scoperta dal turismo negli ultimi anni proprio grazie all’aver prestato i suoi corridoi per rappresentare la scuola di magia e stregoneria più famosa al mondo, la sua storia inizia in realtà nel 679 d.C., quando Osric fondò un primo monastero dedicato a San Pietro. Quasi quattrocento anni dopo, nel 1022, fu introdotta la regola benedettina e il periodo successivo fu turbolento, segnato da incendi e ricostruzioni, fino all’arrivo dell’abate Serlo, nominato nel 1072 da Guglielmo il Conquistatore, il quale prese in carico un’abbazia ormai in forte declino e, dopo un ulteriore incendio nel 1088, avviò la costruzione dell’attuale cattedrale.
Fin da subito l’Abbazia strinse legami profondi con la corona inglese: nel 1085, proprio Guglielmo il Conquistatore ordinò in queste sale la stesura del Domesday Book (una sorta di censimento che serviva soprattutto a “stabilire quanto e che cosa possedesse ogni proprietario terriero in terra e bestiame, e quale ne fosse il valore”) e nel 1216, le sue mura ospitarono l’incoronazione del re bambino Enrico III avvenuta, secondo i resoconti, usando un bracciale della madre al posto della corona. Nel 1327, l’abbazia accolse le spoglie di re Edoardo II, assassinato nel vicino Castello di Berkeley. I ricavi derivanti dai continui pellegrinaggi alla sua tomba, o più probabilmente le donazioni dirette del nuovo re, finanziarono un’imponente fase di lavori architettonici che portò alla costruzione del coro, della torre e dei chiostri con le loro celebri volte a ventaglio. Nel 1541, Enrico VIII decise di trasformarla in cattedrale, istituendo la nuova diocesi di Gloucester. La struttura superò indenne anche la Guerra Civile inglese, scampando ai piani di demolizione formulati durante il periodo repubblicano. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la cripta della Cattedrale venne utilizzata come rifugio antiaereo per proteggere opere inestimabili come la Sedia dell’Incoronazione, spostata dall’Abbazia di Westminster.
In epoca moderna, dopo aver celebrato il suo 900º anniversario nel 1989, la cattedrale ha segnato nuovi primati storici: nel 2015 ha visto l’insediamento di Rachel Treweek, la prima donna a ricoprire il ruolo di vescovo diocesano nella storia della Chiesa d’Inghilterra. L’anno successivo è diventata la cattedrale più antica del Regno Unito a installare pannelli solari sul tetto.
É il luogo perfetto da inserire in un itinerario nelle Cotswolds!
I luoghi di Harry Potter nella Cattedrale di Gloucester
Perché scegliere proprio la Cattedrale di Gloucester per le riprese?
Lo scenografo, Stuart Craig, si era dato una regola su cui era intransigente: Hogwarts non doveva essere un set ricostruito, né qualcosa che semplicemente ricordasse il gotico. Voleva qualcosa di reale, un’architettura antica che rappresentasse la massima espressione del gotico britannico. Quando visitò Gloucester, trovò che il luogo offriva l’impatto visivo cupo e monumentale che serviva, grazie alle sue volte a ventaglio, i suoi chiostri e lo stato di conservazione, praticamente perfetto, della chiesa.
I chiostri sono proprio ciò che l’ha resa famosa nel mondo ancora prima che tra i suoi corridoi arrivasse il cinema. Costruiti a cavallo tra il XIV e il XV secolo, vantano le prime e più antiche volte a ventaglio d’Inghilterra. Ed è proprio in questi spazi che Chris Columbus ha girato le prime scene per Harry Potter e la Pietra Filosofale. Il vantaggio, oltre alla bellezza, era anche un altro: ogni lato del chiostro aveva una funzione distintiva nella vita dell’abbazia, e la scenografia ha sfruttato queste differenze architettoniche per creare ambienti diversi del castello.
Il lato est è quello che i monaci usavano per accedere alla Sala Capitolare, il centro amministrativo del monastero (lo stesso luogo in cui, nel 1085, Guglielmo il Conquistatore commissionò la stesura del celebre Domesday Book). In questo corridoio è stata ripresa la corsa di Harry e Ron che cercano di sfuggire al troll di montagna appena scappato dalle segrete.
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Il lato nord è invece quello riconoscibile al primo sguardo – almeno dai fan! – che all’origine dell’Abbazia era dedicato all’igiene. Qui si trova infatti il Lavatorium, un’ampia nicchia di pietra con arcate basse e una lunga vasca dove un tempo un tubo di piombo forniva acqua corrente per permettere ai monaci di lavarsi le mani prima di entrare nel vicino refettorio. Nel film, questa struttura medievale è diventata un nascondiglio: è l’angolo in cui Harry e Ron si schiacciano contro il muro, al buio, per spiare le indagini della professoressa McGranitt e di Severus Piton.
Sempre da questo lato, a pochi passi dal lavatoio, è stata girata una delle scene più note de La Camera dei Segreti: è il corridoio in cui la troupe allagò l’intero pavimento per simulare l’acqua uscita dal bagno di Mirtilla Malcontenta. Trattandosi di un pavimento medievale che copre antiche sepolture, non potevano semplicemente versare l’acqua, la produzione dovette stendere a terra una speciale membrana impermeabile per proteggere la pietra. Su questa stessa parete appare la scritta: “La Camera dei Segreti è stata aperta, temete, nemici dell’Erede”. Anche in questo caso le regole di conservazione erano rigide e non era permesso toccare i muri del XIV secolo. La scritta fu tracciata su un finto pannello modellato e dipinto per replicare perfettamente la trama della pietra, poi sovrapposto al muro originale.
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Proseguendo verso il lato sud, l’architettura cambia di nuovo. Questa era la zona dedicata alla lettura e alla scrittura: lungo le finestre che danno sul cortile interno si notano ancora i carrels, venti piccole nicchie in pietra dove i monaci si sedevano per ore a copiare e studiare i manoscritti sfruttando la luce del sole.
Poco distante si incontra una grande porta di legno scuro circondata da archi scolpiti. Nella realtà conduce ad altri ambienti della cattedrale, ma sullo schermo è l’ingresso alla Sala Comune dei Grifondoro. È su questi gradini che gli studenti aspettano di poter entrare: durante le riprese, il ritratto della Signora Grassa venne posizionato proprio davanti a questa porta. Una scelta dettata dalle esigenze della trama ma che si rivelò molto pratica sul set per nascondere completamente alle telecamere i cardini, le serrature e i dettagli storici dell’edificio reale.
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A unire tutti questi corridoi c’è infine il Garth, il cortile interno a cielo aperto dell’abbazia. Originariamente era uno spazio verde dove i monaci potevano coltivare erbe o passeggiare e sedersi a prendere un po’ d’aria. Nel primo film di Harry Potter, questo cortile quadrato fa da sfondo alle camminate degli studenti di Hogwarts, ma è protagonista di un aneddoto che gli addetti ai lavori non possono dimenticare: per ricreare l’inverno, la produzione coprì interamente il prato con neve finta. L’effetto visivo a schermo funzionò benissimo, ma la rimozione si rivelò un vero e proprio disastro poiché la neve artificiale si impastò con l’erba, rischiando di rovinare il delicato prato secolare e di ostruire gli antichi sistemi di scolo della cattedrale. La troupe fu costretta a un lavoro di pulizia e ripristino lunghissimo e minuzioso, e da quel momento in poi le regole per girare negli spazi esterni di Gloucester divennero ancora più severe.
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Dietro le quinte: come costruirono i set
La Cattedrale di Gloucester è un edificio classificato come Grade I, il massimo livello di protezione storica nel Regno Unito. Questo significa che la produzione ha dovuto sottostare a regole molto rigide e che nulla poteva essere alterato, forato o danneggiato (giustamente!).
Ma come si trasforma una chiesa funzionante del Ventesimo secolo in un castello scozzese senza tempo? La scenografia ha dovuto ricorrere a tecniche artigianali, facendo un lavoro sopraffino. Le moderne prese di corrente, i radiatori a vista e gli interruttori della luce sono stati occultati con finti pannelli di legno, dipinti a mano per replicare l’esatta consistenza e il colore della pietra circostante. L’ostacolo più grande era però rappresentato dalle immense vetrate. Mostrare figure bibliche e santi cristiani avrebbe rotto del tutto l’illusione del mondo magico. Invece di ricorrere alla post-produzione e agli effetti speciali, gli scenografi hanno utilizzato ampi fogli di gelatina colorata e carta da filtro, applicandoli direttamente sui vetri per mimetizzare le aureole e i riferimenti religiosi, fondendoli con l’illuminazione del set. Sotto i pesanti carrelli delle telecamere, inoltre, sono stati stesi chilometri di feltro per proteggere il prezioso pavimento medievale.
Per questo, anche se le riprese effettive durarono solo due settimane per ogni film, il tempo che la produzione occupò la Cattedrale fu molto più lungo.
FOTO BACKSTAGE
Visitare la Cattedrale di Gloucester: curiosità e aneddoti
C’è una parte fondamentale della storia della Cattedrale che prima non ho raccontato.
Torniamo al 1327, quando Re Edoardo II fu brutalmente deposto e assassinato nel vicino Castello di Berkeley. Temendo ritorsioni politiche, nessun monastero della zona voleva farsi carico delle spoglie del sovrano, tranne l’Abbazia di Gloucester (che diventerà cattedrale solo molti anni dopo). Edoardo III, figlio del re ucciso, fece erigere per il padre un magnifico sepolcro nel coro, oggi ancora visitabile, e l’Abbazia divenne subito una popolarissima e ricca meta di pellegrinaggio: furono proprio le cospicue donazioni dei fedeli venuti a omaggiare il re martire a finanziare la costruzione delle meravigliose volte a ventaglio.
Un paio di secoli più tardi, quella scelta di ospitare il re salvò la vita alla cattedrale. Negli anni della spietata Dissoluzione dei monasteri voluta da Enrico VIII, centinaia di abbazie in tutta l’Inghilterra vennero saccheggiate e rase al suolo. Gloucester venne invece graziata e innalzata al rango di cattedrale proprio perché custodiva al suo interno la tomba di un antenato reale. Senza la presenza delle spoglie di Edoardo II, probabilmente oggi di questo imponente monumento sarebbe rimasta solo qualche vecchia rovina.
Visitando la Cattedrale, poco oltre il sepolcro, si vede la Great East Window (Grande Finestra Orientale). Completata a metà del Trecento, all’epoca della sua realizzazione era la vetrata più grande del mondo in assoluto, con dimensioni pari a quelle di un intero campo da tennis. Aguzzando la vista, si nasconde una curiosità o, se preferite, un’anomalia che nessuno è mai riuscito a spiegare: un piccolo medaglione ritrae una figura intenta a colpire una palla con un bastone. Gli storici britannici la considerano una delle primissime e più antiche rappresentazioni di un giocatore di golf, scolpita ben prima che lo sport venisse ufficialmente codificato e diffuso in Scozia.
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Passeggiando lungo la navata, è impossibile non notare, tra le bandiere che pendono dal muro di pietra, una che sembra assolutamente fuori luogo: una bandiera a stelle e strisce! E che ci fa una bandiera americana in una cattedrale inglese?
La risposta breve è: perché qui è sepolto John Stafford Smith, compositore nato a Gloucester nel 1750, ricordato per aver composto la musica dell’inno nazionale americano (“Oh say can you see by the dawn’s early light. What so proudly we hailed at the twilight’s last gleaming…“)… più o meno.
Ma la storia è più lunga e interessante.
Siamo agli inizi del 1800, l’Europa se la sta vedendo con Napoleone e gli Stati Uniti sono nati da poco. Il Regno Unito è in guerra con la Francia e impone pesanti restrizioni sul commercio navale che si ripercuotono anche sul commercio statunitense; l’arruolamento forzato di marinai statunitensi nella Royal Navy e ostacola l’espansione americana verso ovest. Tutti motivi che portarono gli Stati Uniti a dichiarargli guerra nel 1812, con l’appoggio soprattutto dei War Hawks, un gruppo di giovani Congressisti espansionisti. All’inizio gli inglesi sono distratti dalla guerra contro Napoleone ma dopo la sua sconfitta a Waterloo nel 1815, si concentrano di più sulla guerra con gli Stati Uniti. Invadono Washington D.C. e incendiano diversi edifici governativi, poi si spostano verso Baltimora, in Maryland, e dalle navi bombardano per 25 ore la città. I soldati di Fort McHenry resistono e all’alba del giorno successivo issano una gigantesca bandiera a stelle e strisce, segnando una vittoria fondamentale per la guerra.
Ad assistere a questo momento intenso c’era Francis Scott Key, un avvocato del Maryland che, ispirato, scrisse il verso iniziale di “The Star-Spangled Banner”, che poi terminò una volta tornato a Baltimora. Per accompagnare le parole, però, doveva scegliere una musica adatta e ne scelse una che in quel periodo si sentiva spesso per le strade: “The Anacreon Song”, una canzone da bevute inglese che celebrava il poeta greco Anacreon, amante del vino, la cui musica fu scritta da John Stafford Smith, compositore nato a Gloucester, nonché organista della Cattedrale! Ironicamente, l’inno nazionale americano è la musica per cui viene ricordato, pur essendo stata quella musica scritta per tutt’altro (se volete ascoltare le due canzoni: The Anacreon Song e The Star-Spangled Banner).
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Salendo le scale verso la Tribune Gallery, il matroneo superiore che regala una vista bellissima su tutta la navata centrale e sul coro, si entra in un’area interattiva pensata appositamente per i bambini. Qui si può toccare la storia con mano: sono a disposizione bauli pieni di mantelli, elmi, copricapi d’epoca e abiti medievali che i bambini e gli adulti possono indossare, calandosi nel ruolo di cavalieri o regnanti. Ci sono anche diversi giochi da fare e schermi interattivi che raccontano, in maniera più adatta ai bambini, la storia della Cattedrale. Un ottimo modo per alleggerire la visita e renderla immersiva anche per i più piccoli.
Oltre Hogwarts: gli altri film girati a Gloucester
Molte altre produzioni hanno scelto Gloucester per le sue caratteristiche. Le stesse volte gotiche si sono trasformate nei gelidi e intriganti corridoi del potere Tudor in Wolf Hall, l’acclamata miniserie storica con Mark Rylance vincitrice del Golden Globe. E gli altri spazi hanno fatto da sfondo anche ai drammi di corte del film Mary Queen of Scots (Maria Regina di Scozia) con Saoirse Ronan e Margot Robbie, nominato a due premi Oscar per i costumi e il trucco.
Cambiando completamente genere, questi stessi chiostri sono comparsi in svariati episodi della storica serie britannica Doctor Who, dimostrando una versatilità capace di ospitare sia regine del Cinquecento che avventure fantascientifiche.
Visitare la Cattedrale di Gloucester: info utili
Per immergersi nei luoghi di Harry Potter e nella storia di Gloucester, la soluzione più rapida e pratica dall’Italia è volare sugli aeroporti di Londra (Heathrow in particolare è il più comodo per spostarsi verso la zona ovest) o di Bristol, noleggiando poi un’auto o sfruttando l’efficiente rete ferroviaria britannica.
I voli diretti verso il Regno Unito sono frequenti. Se il vostro viaggio inizia dal Nord Italia, Malpensa rappresenta senza dubbio l’hub migliore. Considerato che questi itinerari richiedono spesso partenze all’alba per sfruttare ogni singola ora sul posto, la comodità logistica è fondamentale. Raggiungere l’aeroporto in autonomia e lasciare il veicolo in un parcheggio Malpensa con navetta vi permetterà di arrivare direttamente al check-in in pochi minuti, iniziando il viaggio senza lo stress dei mezzi pubblici o il rischio di ritardi.
L’ingresso alla cattedrale è gratuito (con donazione suggerita), ma proprio come per tutte le chiese del Regno Unito, vi raccomando caldamente di consultare il sito ufficiale prima di programmare la tappa, poiché l’edificio o alcune sue aree – come i chiostri – chiudono regolarmente al pubblico durante le funzioni religiose private e gli eventi corali.

