Film girati a Central Park: le più belle scene del cinema girate nel cuore verde di New York

Sono più di trecento i film girati a Central Park, parlando solo di quelli dal successo internazionale. Il cinema ha contribuito moltissimo ad attirare la curiosità verso la Grande Mela e a spingere milioni di visitatori a volerla visitare, a ritrovarsi lì con la sensazione di averla già vista, di esserci già stati, perché così simile alla città vista sul grande (o piccolo) schermo.

Visitare tutto Central Park potrebbe richiedere anche l’intera giornata (noi lo abbiamo fatto e lo rifaremmo ancora, ho raccontato tutto l’itinerario in un post dedicato) ma un’ottima alternativa è organizzare un itinerario del parco alla scoperta dei film girati a Central Park (e così avere più tempo per visitare le altre mille cose che ci sono da vedere a New York, magari acquistando anche un pass in anticipo).
Ho scelto dieci film da vedere (o rivedere) per sognare New York e godersi l’incredibile atmosfera del suo parco più famoso. La scelta è stata difficile, ho cercato di spaziare tra generi e anni, per coinvolgere un po’ tutti i gusti… spero vi piaccia e aumenti la vostra curiosità verso New York e verso questi film (frutto di un gran lavoro di ricerca e studio. Anzi, scusate per alcune foto non proprio chiarissime ma sono prese direttamente dallo schermo)!

Colazione da Tiffany (1961)

Trama: Basato sul romanzo di Truman Capote, racconta di Holly Golightly – Audrey Hepburn – una ragazza che vive nell’elegante East Side di Manhattan. Un po’ fuori di testa, ha un appartamento parzialmente ammobiliato, possiede un gatto senza nome, visita la gioielleria Tiffany quasi ogni giorno e smarrisce sempre la chiave della porta, con grande disappunto del suo vicino del piano di sopra, il signor Yunioshi – Mickey Rooney – un fotografo giapponese. Holly si guadagna da vivere in due modi: facendo l’accompagnatrice e lavorando come “messaggera” per Sally Tomato – Alan Reed – un mafioso rinchiuso nel carcere di Sing Sing che la sua per parlare con il suo avvocato. Un giorno entra nella vita di Holly Paul Varjak – George Peppard – un giovane scrittore mantenuto dalla proprietaria dell’appartamento in cui vive. Dopo essersi conosciuti, Holly lo invita ad uno dei party nel suo appartamento, organizzati dal suo agente di Hollywood, O.J. Berman – Martin Balsam – a cui partecipa tutta l’alta società di New York. Paul incontra inaspettatamente Doc Golightly – Buddy Ebsen – un gentile texano che Holly ha sposato quando aveva solo 15 anni. Holly spiega a Paul che il matrimonio è stato annullato da tempo e lui la aiuta a mandare via Doc, che ha il cuore spezzato. Dopo una giornata trascorsa insieme in città, Paul si rende conto di essere innamorato di Holly e le chiede di sposarlo, ma lei è decisa a sposare Josè, un milionario sudamericano. Tuttavia, quando viene rivelato pubblicamente che Holly ha portato innocentemente informazioni sul giro di stupefacenti da Sally Tomato ai suoi soci di New York, Josè la abbandona e Holly e Paul vengono arrestati. Una serie di disavventure, il carattere di Holly e la sua vita precedente a New york, li porteranno ad avvicinarsi ed allontanarsi, finché Paul non riuscirà a far aprire il cuore di Holly…

Curiosità: Anche se non visibile alla telecamera, centinaia di spettatori assistevano alle riprese della scena iniziale del film, in cui Audrey Hepburn osserva le vetrine di Tiffany. L’essere osservata la rendeva nervosa e commetteva errori di continuo. Solo quando un membro della troupe si è quasi fulminato dietro la macchina da presa, a causa di un piccolo incidente, si è ricomposta e ha portato a termine la scena.

Location: la scena in cui Paul incontra Doc si svolge nel  Naumburg Bandshell, una delle strutture originali di Central Park, nato come palco – inaugurato il 29 settembre 1923 – per ospitare i numerosi concerti che si organizzavano nel parco e che portavano centinaia di persone ad assistervi. Prende il nome dal filantropo Elkan Naumberg, che donò la struttura alla città, avvertendo il bisogno di incoraggiare e stimolare l’interesse del pubblico per la musica sinfonica. Così quando nel 1912 il precedente palco per l’orchestra venne dichiarato inadeguato, Elkan colse l’occasione per far costruire la sua Bandshell, progettata dal nipote William G. Tachau.
L’amore per la musica della famiglia Naumburg era nel loro dna: nel 1873, Naumburg fondò la Oratorio Society of New York nel salotto di famiglia, dove Leopold Damrosch, Theodore Thomas e Marcella Sembrich, tra gli altri, suonarono settimanalmente negli anni ’70, ’80 e ’90 del XIX secolo. Il figlio di Elkan, Walter, rafforzò ulteriormente il sostegno della sua famiglia alla musica classica quando istituì il Premio Walter W. Naumburg nel 1926, così come sua nipote, Eleanor Naumburg Sanger, che co-fondò WQXR, la stazione radiofonica di musica classica di New York. Dopo la morte di Elkan Naumburg nel 1924, i suoi figli, Walter W. Naumburg e George W. Naumburg, continuarono ad organizzare i concerti nel parco e quando Walter W. Naumburg morì nel 1959, nel suo testamento incluse la preservazione di questi concerti.
Col tempo però, la Bandshell venne abbandonata e cadde in rovina. Così nel 1992 fu intentata una causa contro il Central Park Conservancy e il Dipartimento dei Parchi per salvarla dall’imminente demolizione. Il 6 luglio 1993 la Corte Suprema di New York pose fine sia alla causa che alla prevista demolizione. Così ancora oggi, i concerti della Naumburg Bandshell presentano nuovi talenti promettenti e promuovono lo sviluppo professionale di giovani compositori e direttori d’orchestra. È la più antica serie di concerti di questo tipo negli Stati Uniti.

Và e uccidi (The Manchurian Candidate – 1962)

Trama: basato sul romanzo The Manchurian Candidate di Richard Condon,   in Italia il film arrivò con il titolo di “Và e uccidi”, mentre il titolo originale è stato mantenuto per il remake che hanno poi fatto nel 2004.
Nella Corea del Sud del 1952, una pattuglia dell’esercito americano cade in un’imboscata dei soldati comunisti. Un anno dopo, la squadra, dopo essere fuggita, torna negli Stati Uniti, dove il sergente Raymond Shaw – Laurence Harvey – riceverà la Medaglia d’Onore del Congresso per aver salvato da solo le vite della squadra. Shaw è il figlio della signora Eleanor Shaw Iselin – Angela Lansbury – moglie del senatore americano John Yerkes Iselin – James Gregory). La signora Iselin trasforma il ritorno di Raymond in un trionfale comizio politico che fa emergere l’ostilità tra figlio e madre per le proprie ambizioni e quelle del marito, il disprezzato e detestato patrigno di Raymond, il senatore Iselin. Ma c’è di più, perché Shaw non è quello che tutti dicono che sia. Gli incubi di un ufficiale dell’esercito americano, il maggiore Bennett Marco – Frank Sinatra – superiore di Shaw in tempo di guerra, portano a un’indagine che svela un’incredibile cospirazione politica che travolge tutti e che solo Marco può fermare.

Curiosità: Il film venne considerato politicamente molto delicato, tanto da essere censurato e proibito poco prima dell’uscita nelle sale in molti dei Paesi dell’ex “cortina di ferro”, come Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria e persino in Paesi neutrali come Finlandia e Svezia. La prima teatrale per la maggior parte di questi Paesi si tenne dopo il crollo dell’Unione Sovietica, nel 1993.

Location: L’iconica Loeb Boathouse (prima immagine sopra), che si è vista in così tanti film, ha chiuso i battenti nel 2022. Si pensava ad una chiusura permamente, invece ha fortunatamente riaperto le porte il 4 marzo 2024, dopo una grossa ristrutturazione. E non è la prima volta che accade. Inaugurata nel 1873 per alloggiare le barche e le persone sempre più numerose – 125.0000 l’anno! – che navigavano il lago centrale di Central Park, fu progettata da Carl Vaux, uno dei tre architetti del parco, che la sovvenzionò personalmente. Agli inizi degli anni 50, il lago era sempre più popolare ma la struttura di Vaux ormai obsoleta e in stato di degrado. Per salvarla, il banchiere e filantropo Carl M. Loeb donò 305.000 dollari. L’edificio di Vaux fu demolito e ne fu costruito uno nuovo all’estremità orientale del lago. La Loeb Boat House fu progettata dal capo progettista del parco Stuart Constable e fu inaugurata ufficialmente nel marzo 1954, col nome della famiglia che ne permise la rinascita.

Kramer contro Kramer (1979)

Trama: Adattamento dell’omonimo romanzo di Avery Corman, il film racconta la storia di Ted Kramer, un pubblicitario emergente di New York, convinto che il ruolo di un capofamiglia sia quello di concentrarsi sulla carriera mentre quello della moglie, Joanna Kramer, di badare alla casa e a loro figlio di cinque anni e mezzo, Billy. Su incoraggiamento di Margaret Phelps, una recente divorziata del loro condominio e una delle principali confidenti di Joanna, Joanna decide di abbandonare il matrimonio e di lasciare Billy a Ted, poiché ritiene di non potersene occupare adeguatamente nel suo attuale fragile stato mentale. Ted incontrerà molte difficoltà a conciliare la carriera con il ruolo di padre, dovendosi anche occupare di tutti quei compiti che prima svolgeva Joanna. Billy vive con rabbia e frustrazione la situazione, rendendo ancora più complicato il rapporto col padre ma alla fine riusciranno entrambi a trovare un equilibrio, almeno finché non tornerà Joanna…

Curiosità: per questo film Justin Henry venne nominato per l’Oscar al miglior attore non protagonista, all’età di otto anni: è diventato la persona più giovane ad essere nominata per questo premio, nonché il più giovane candidato all’Oscar in qualsiasi categoria, un record che resiste ancora oggi.

Location: Il The Mall fu definito dagli architetti che lo progettarono come una “sala di ricevimento all’aperto” e spesso i ricchi newyorkesi che l’attraversavano in carrozza, si fermavano lungo questo viale per ascoltare, dalla carrozza, i concerti all’aperto “senza l’inconveniente di scendere e incombendo sulle teste del resto della folla, simboleggiando e rafforzando la gerarchia di classe“.
Col tempo, lungo il The Mall sono state erette delle statue per rappresentare e onorare i grandi scrittori, trasformandolo in una “passeggiata letteraria”. Ci sono Fitz-Greene Halleck – la prima delle statue ad essere installata lungo il viale, per celebrare il “Byron americano” poco dopo la sua morte – Walter Scott e Robert Burns, Friedrich Schiller e Thomas Moore, Hans Christian Andersen, Elizabeth Cady Stanton e Susan B Anthony, Shakespeae – a cui è stato anche dedicato un giardino con le piante e i fiori presenti nelle sue opere – e Cristoforo Colombo, soprannominato “L’Intruso”, essendo l’unico personaggio non letterario, voluto e finanziato dall’elitaria New-York Historical and Genealogical Society.
Una curiosità letteraria, per rimanere in tema: qui Jerome D. Salinger ambienta l’ultima scena del Giovane Holden (titolo originale: The Catcher in the Rye), proprio davanti al carosello di Central Park.

Harry ti presento Sally (1989)

Trama: Commedia romantica di Rob Reiner, i cui protagonisti sono meravigliosamente interpretati da Billy Crystal e Meg Ryan. Harry Burns e Sally Albright, appena laureati all’Università di Chicago, condividono un viaggio in auto da Chicago a New York durante il quale discutono di aspetti dei loro caratteri e delle loro vite, decidendo alla fine che è impossibile per uomini e donne essere “solo amici”. Arrivati a New York prendono strade diverse e si incontrano di nuovo qualche anno dopo su un aereo, dove Harry rivela di essere sposato. Passa ancora qualche anno e si ritrovano in una libreria dove Harry rivela di essere divorziato. Da quel momento i due stringono amicizia e alla fine la loro vicinanza fa sì che i rispettivi migliori amici (interpretati da Carrie Fisher e Bruno Kirby) si incontrino e si innamorino l’uno dell’altro. I due si rifiutano ostinatamente di accettare di essere la coppia perfetta, finché durante una festa di Capodanno, Harry e Sally affrontano il complesso groviglio di emozioni che provano l’uno per l’altra.

Curiosità: L’idea che Sally sia schizzinosa soprattutto col cibo, si basa sulla sceneggiatrice del film, Nora Ephron. Anni dopo l’uscita del film, mentre la Ephron si trovava su un aereo, ordinò il suo pasto con richieste molto precise, come era solita fare. La hostess la guardò e le chiese: “Ha mai visto il film Quando Harry ti presento Sally?”.

Location: Vediamo di nuovo la Loeb Boathouse e, stavolta, il perimetro esterno di Central Park, la Central Park West, una Avenue lunga 51 isolati, in cui si trovano molte residenze famose, tra cui quella di Sting, Madonna e di John Lennon e Yoko Ono. All’interno del Parco, proprio sotto la loro residenza, si può visitare lo Strawberry Fields Memorial, ispirato all’omonima canzone dei Beatles dedicato alla memoria di John Lennon. L’area in cui si trova è a forma di lacrime e un tempo ospitava piante di fragole donate da 121 paesi del mondo. Il mosaico tondo in stile pompeiano con la scritta Imagine, è stato realizzato a Napoli e donato dal comune della città a quello di New York.
Lennon iniziò a scrivere il testo della canzone Strawberry Fields Forever nel 1966, durante le riprese del film “Come ho vinto la guerra” e gli diede il nome dell’orfanotrofio che si trovava vicino la sua casa di infanzia, a Liverpool.

La leggenda del Re Pescatore (1991)

Trama: Jack Lucas (Jeff Bridges) era un ricco e famoso deejay di New York, che si porta dietro un rimorso devastante: un giorno, rispondendo alla chiamata di un suo ascoltatore abituale, con le sue offese contro lo stile di vita yuppie, lo ha spinto a compiere una strage e poi uccidersi. Jack non riesci a riprendersi e tre anni dopo ha cambiato vita: lavora nella videoteca della sua fidanzata Anne ma rifugge ogni contatto umano, abbandonandosi sempre di più ad una spirale autodistruttiva che lo porta a tentare il suicidio. Nel momento in cui prova a togliersi la vita, però, viene aggredito da due ragazzi che lo scambiano per un accattone. Viene salvato da Parry (Robbie Williams), un senzatetto che soffre di allucinazioni ed è convinto che Jack lo aiuterà a ritrovare il Santo Graal e a sconfiggere un fantomatico Cavaliere Rosso. All’inizio Jack lo prende solo per pazzo e vuole scappare ma scopre che Parry è un eminente professore universitario che ha assistito all’omicidio della moglie durante la strage di cui Jack si sente colpevole. Decide quindi di aiutarlo e lo farà facendogli incontrare la donna dei suoi sogni, Lydia. I due si innamorarono ma quando tutto sembra risolversi, Parry rischia di morire. Jack farà di tutto per salvare quello che è ormai diventato il suo migliore amico.

Curiosità: Il regista Terry Gilliam, membro dei Monthy Pyton, quando iniziò a fare il regista aveva tre regole precise che rispettava sempre: non lavorare mai a scenggiature non scritte da lui, non lavorare mai per un grande studio, non lavorare mai in America (è nato a Minneapolis ma naturalizzato britannico nel 1968 e rinunciò alla cittadinanza americana nel 2006). Per fare La Leggenda del Re Pescatore, violò tutte e tre le regole.

Location: le rocce e gli alberi che si vedono nella scena del film a destra, si trovano nell’angolo sud est del parco. Da questo lato si trovano anche gli ingressi al parco più facili da raggiungere da Manhattan e il noleggio dei risciò. Nella foto a sinistra invece si trovano nello Sheep Meadow (che vediamo anche in Ghostbuster e tantissimi altri film), il progetto più costoso all’interno di Central Park. Progettato inizialmente come piazza d’armi, venne convertito in prato per far pascolare le pecore – almeno in parte, l’altra parte era tenuta a solo scopo paesaggistico – quando i due architetti del parco, Olmsted e Vaux, si opposero al suo uso per scopi militari. Venne utilizzato come prato per i pascoli fino al 1934, quando le pecore vennero rimosse e il prato iniziò a ospitare manifestazioni, concerti ed eventi sportivi. Venne usato talmente tanto che negli anni 80 era quasi completamente consumato, distrutto. Fu così restaurato una prima volta e poi ancora nel 2000. Ora è aperto al pubblico solo in determinati periodi dell’anno, giorni e orari, per mantenere il suo scopo paesaggistico originario.

L’avvocato del diavolo (1997)

Trama: Kevin Lomax (Keanu Reeves), un giovane e spietato avvocato della Florida che non ha mai perso una causa, viene assunto dallo studio legale più potente del mondo, capeggiato da John Milton (Al Pacino), con sede a New York. Nonostante il disaccordo della madre, che paragona New York a Babilonia, accetta l’offerta con i soldi che ne derivano e il lussuoso appartamento a Manhattan in cui si trasferisce con la moglie. Ben presto, però, la moglie inizia a sentire la nostalgia di casa, ad avere attacchi di panico e apparizioni demoniache e prega il marito di tornare in Florida. Lui non ne vuole sapere e accetta un nuovo e difficile caso che gli ha affidato lo stesso Milton e che lo porta ad allontanarsi sempre di più dalla moglie, nonostante anche il capo gli abbia suggerito di pensare di più a lei. Kevin riesce a vincere il caso e quando va a cercare la moglie la trova in una chiesa, nuda e ferita. Lei racconta che è stato Milton a ridurla così, violentandola per tutta la durata del processo, nonostante lui lo abbia visto in aula tutto il tempo. Così porta la moglie in un istituto di cure mentali, dove morirà suicidandosi poco prima che Kevin scopra tutta la verità su di lui e su Milton…

Curiosità: ho sempre ammirato e amato l’umiltà e la semplicità di Keanu Reeves. Per questo film, ha dimostrato ancora una volta che brava persona sia: rinunciò a una sostanziosa parte del suo salario per permettere alla produzione di pagare il cachet di Al Pacino. Quando lui venne a saperlo, donò in beneficienza un importo pari a quello cui aveva rinunciato Keanu Reeves.

Location: Eddie, socio dello studio e avversario di Kevin, viene ucciso da due barboni dalle sembianze demoniache mentre corre lungo la Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir running path, chiamato “Stephanie and Fred Shuman Reservoir Running Track” un percorso lungo circa 4, 5 km dove si può camminare o correre soltanto a piedi: è vietato usare biciclette, pattini, monopattini e portarci passeggini o cani e altri animali. Il percorso fu reso famoso dal film Il Maratoneta del 1976 ma da allora ha cambiato volto, essendo stato restaurato e pavimentato e rinnovato nel 2015.

Autumn in New York (2000)

Trama: Il quarantottenne Will Keane (Richard Gere) è un ristoratore di successo e un donnaiolo seriale. Quando Dolly, vecchia amica di Will che non vedeva da anni, gli presenta la nipote ventiduenne Charlotte Fielding (Wynona Rider), nasce un’attrazione reciproca. Dopo il loro primo appuntamento, Will e Charlotte concordano sul fatto che la loro relazione non potrà mai evolversi a lungo termine, ma per motivi diversi: mentre questo è il modus operandi di Will, Charlotte annuncia di avere una malattia cardiaca terminale. L’ammissione di Charlotte fa sì che Will consideri la relazione in modo diverso e che il suo migliore amico John gli dica che se vuole continuare a frequentare Charlotte è meglio che la tratti bene. La loro relazione finisce per essere diversa da quanto entrambi si aspettano, per Charlotte potrebbe significare un cambiamento rispetto al suo attuale atteggiamento “lasciatemi morire in pace” e la volontà di lottare per la sua vita, mentre per Will rappresenta il primo amore…

Curiosità: Se vi va, potete ascoltare il mio podcast dedicato al film, dove racconto tante curiosità, oppure leggere il post dedicato. Ne aggiungo anche una: il film non ha avuto molto successo e non venne neanche proiettato in anteprima per la critica, scelta su cui Richard Gere non era d’accordo. Il motivo? La MGM non voleva che le recensioni rovinassero il finale “a sorpresa” del film.

Location: Il film ha contribuito a rendere famoso il romantico Bow Bridge, che appare in innumerevoli altre pellicole. Costruito nel 1862 è fresco fresco di ristruttrazione, avendo aperto nuovamente al pubblico a gennaio 2024 dopo due mesi di chiusura per lavori. Per la sua curva bassa e aggraziata che ricorda l’arco di un arciere o di un violinista, è considerato un capolavoro di design dell’epoca vittoriana ed è considerato uno dei luoghi più romantici al mondo. Leggenda vuole che chiunque chieda la mano della sua sposa su questo ponte, non può ricevere un no come risposta…

Come d’Incanto (2007)

Trama: Nel mondo animato e fiabesco di Andalasia vive la bella principessa Giselle (Amy Adams), che sogna di incontrare un principe con cui vivere per sempre felice e contenta. Un giorno il Principe Edward (James Marsden) sente il dolce canto della principessa e i due si incontrano, si innamorano a prima vista e organizzano il matrimonio per il giorno successivo. Giselle però non arriverà mai all’altare, perché incontra una vecchia megera che la convince ad entrare nel pozzo dei desideri. Si tratta in realtà di un abisso che la esilia in un altro mondo: il mondo reale. Così Giselle si trova, sola e sperduta, nella vera New York. Viene derisa e trattata male da tutti, finché non incontra la piccola Morgan Philip (Rachel Covey), una bambina di sei anni che adora le fiabe e le principesse, così decide di aiutare Giselle e la porta a casa sua. Il padre di Morgan però è il cinico avvocato divorzista Robert Philip (Patrick Dempsey) che, a causa del suo lavoro e del proprio matrimonio fallito, non ama incoraggiare la figlia a credere nelle fiabe. Nel frattempo, Edward, con il suo fidato aiutante scoiattolo Pip (Jeff Bennett e Kevin Lima), scende nell’abisso per cercare il suo amore, ritrovandosi anche lui nel mondo reale. La vecchia strega però ha i suoi piani da mettere in atto…

Curiosità: la scena del film più difficile da girare è stata proprio quella a Central Park, per la canzone “Dille che l’ami”. Nel film dura appena cinque minuti ma ci sono voluti ben 17 giorni per girarla, per due motivi: il tempo mutevole (serviva ci fosse il sole, che si è fatto vedere solo per 7 giorni) e i fan di Patrick Dumpsey che a volte ostacolavano le riprese nel tentativo di incontrare l’attore.

Location: In una delle scene, si vede Edward arrampicarsi su un monumento: è lo USS Maine National Monument, a Columbus Circle. Il monumento è dedicato ai marinai della nave militare USS Maine, che esplose nel 1898 a Cuba. Fu il magnate William Randolph Hearst, pochi giorni dopo la tragedia, ad avviare una raccolta fondi per far costruire il monumento. A realizzare tutte le sculture del monumento fu lo scultore italo-americano Attilio Piccirilli. L’appariscente figura femminile in cima al monumento, rappresenta le Americhe: si erge trionfante sul suo carro guidato da tre ippocampi, simbolo del potere. Ai piedi del pilastro si trovano altre tre figure intitolate Coraggio, Forza e Giustizia (i tre pilastri dell’America). Sui lati del piedistallo si trovano due figure maschili che rappresentano l’Oceano Atlantico quella più giovane e l’Oceano Pacifico quella più anziana e sopra di esse sono scolpiti i nomi dei caduti. L’interno monumento è un allegoria e rappresenta il modo in cui era vista l’America all’epoca in cui venne costruito, il 1912.

Avengers (2012)

Trama: Per quei pochi che non la dovessero conoscere: il film inizia con il Tesseract, una potente fonte di energia, che cade nelle mani del malvagio Loki (Tom Hiddleston), che progetta di usarlo per conquistare la Terra e sottomettere l’umanità. In risposta all’imminente minaccia, Nick Fury (Samuel L. Jackson), direttore dello S.H.I.E.L.D., riunisce una squadra di individui straordinari per sventare i piani nefasti di Loki. Questa squadra, nota come Avengers (Vendicatori), comprende Iron Man (Robert Downey Jr), Capitan America (Chris Evans), Thor (Chris Hemsworth), Hulk (Mark Ruffalo), Vedova Nera (Scarlett Johansson) e Occhio di Falco (Jeremy Renner). Tuttavia, la loro iniziale incapacità di lavorare insieme come un’unità coesa minaccia di mettere a repentaglio la loro missione. Al momento di affrontano Loki e il suo esercito di Chitauri a New York, riusciranno a superare le loro differenze e i loro ego per forgiare una formidabile alleanza. Insieme, mettono in mostra le loro forze e i loro talenti in una battaglia al cardiopalma per proteggere la Terra e i suoi abitanti dalla distruzione definitiva (e grazie a Tony, l’unico disposto a rischiare di sacrificarsi per tutti, riusciranno a vincere).

Curiosità: Ce ne sarebbero centinaia da dire… riporto solo le prime due che mi vengono in mente: nella scena in cui Pepper ( Gwyneth Paltrow ) e Tony ( Robert Downey Jr. ) si trovano nel loro appartamento per esaminare i piani digitali per la ricostruzione della Stark Tower, il quinjet non è l’unico indizio visibile del fatto che la Star Tower diventerà poi il quartier generale degli Avengers: Tony comincia a delineare i piani per la ricostruzione del palazzo, distribuendo una serie di piani per la sezione assegnata a ciascun Avenger, ognuno identificato da un simbolo. Da sinistra a destra: Il martello di Thor, l’arco di Occhio di Falco, lo scudo di Capitan America, l’elmo di Iron Man, l’icona della clessidra della Vedova Nera e un’elica che rappresenta Hulk. Quindi inizia a selezionare i piani per la sezione di Capitan America.

Ricordate invece la scena del il confronto tra Tony Stark e Loki? In origine prevedeva che quest’ultimo continuasse la sua serie di minacce contro gli Avengers, ma il regista Joss Whedon non era convinto funzionasse, quindi l’ha fatta girare nuovamente con Tony che si vanta con Loki nel suo solito modo ironico. Quando descrive il suo gruppo come “gli eroi più potenti della Terra”, si riferisce al famoso slogan che compare sulla copertina dei fumetti fin dal loro debutto nel 1963.

Location: La scena finale del film (quella nelle foto) è girata a Bethesda Terrace, uno dei luoghi più rappresentativi di Central Park. Si trova alla fine del Mall e si affaccia sul lago. Al centro di essa si trova la Bethesda Fountain, nota anche come Angel of the Waters. Sotto invece, c’è un porticato dove spesso si possono trovare dei musicisti a suonare. Fu progettata da Vaux e concepita come luogo di aggregazione nel parco. Pur essendo il luogo più “formale” e dal design complesso del parco, gli architetti anche qui hanno deciso di mettere in primo piano la natura, per questo la terrazza è caratterizzata da intagli dedicati al giorno e alla notte, alle quattro stagioni, di frutta, fiori, piante e animali. Il porticato invece ha una caratteristica unica: l’unico soffitto al mondo ad essere decorato da piastrelle intarsiate – sono circa 16000 e sono state prodotte in Inghilterra – che solitamente si usano per i pavimenti. Col tempo, il peso e gli agenti atmosferici, anche questo soffitto si è deteriorato come tutta la fontana, così nel 1983 la Central Park Conservancy ha rimosso tutte le piastrelle per conservarle in attesa di raccogliere i 7 milioni di dollari necessari al restauro, completato nel 2007.

Un giorno di pioggia a New York (2019)

Trama: Gatsby e Ashleigh, due giovani fidanzati, decidono di passare un weekend insieme a New York quando lei deve recarsi nella Grande Mela per intervistare un famoso regista in crisi. Arrivati in città però, gli impegni di lei li separano e Gatsby decide di godersi la città che tanto ama. Una serie di avventure e disavventure li metteranno di fronte a loro stessi e al loro rapporto, portando Gatsby a capire di voler solo essere felice.

Curiosità: Il film si porta dietro alcune controversie. L’uscita nelle sale era prevista nel 2018 ma l’anno precedente, con l’esplosione del movimento Me Too, tornarono alla luce le accuse di molestie contro Woody Allen, denunciato nel 1992 per molestie contro la figlia adottiva Dylan Farrow, nonostante fosse già stato assolto all’epoca dal tribunale. Amazon Studio, che deteneva i diritti di distribuzione, decise così di ritirare il film a tempo indeterminato. Timotee Chalamet decise di donare il suo salario al Centro LGBT di New York, Time’s Up e RAINN, un’organizzazione contro la violenza sessuale, e prese le distanze dal regista. Allen lo accusò di averlo fatto solo perché era in lizza all’Oscar per “Chiamami con il tuo nome” e questa mossa lo avrebbe agevolato. In tutta risposta, Chalamet prese ancor di più le distanze e dichiarò che non avrebbe mai più lavorato con Woody Allen. Alla fine, il film venne distribuito solo per la TV nel 2019, diventando il primo film di Woody Allen non distribuito nelle sale.

Location: Nella scena finale, Gatsby va a cercare la ragazza di cui si è davvero innamorato e con cui pensa sarà finalmente felice. Va a cercarla nel posto preferito di lei nei giorni di pioggia: l’ingresso del Central Park Zoo (quello di Madagascar!)
Sebbene un giardino zoologico non facesse parte del progetto originale di Central Park, gli animali sono stati esposti nel parco fin dagli anni Settanta del XIX secolo. In risposta alle donazioni pubbliche di vari animali al parco, l’amministrazione creò diversi recinti temporanei e solo nel 1934 creò una struttura permanente per ospitarli, composta da vari edifici, che divenne il primo zoo pubblico di New York. Inizialmente era ad ingresso gratuito e questo la resa un’attrazione molto popolare, tanto da contare all’epoca due milioni e mezzo di visitatori l’anno.
Conoscete la storia della “Bufala dello zoo di Central Park”? Accadde nel 1874 e si trattava di uno scherzo perpetrato da James Gordon Bennett Jr. nel suo giornale, il New York Herald. J. I. C. Clarke fu l’autore principale della bufala, sotto la direzione e l’ispirazione dell’editore delegato dell’Herald, T. B. Connery, che spesso passeggiava per lo zoo e aveva assistito alla quasi fuga di un leopardo. La storia sulla copertina dell’Herald del 9 novembre 1874 affermava che c’era stata una fuga di massa di animali dallo zoo di Central Park e che diverse persone erano state uccise dalle bestie in libertà. Il primo a fuggire sarebbe stato un rinoceronte, che avrebbe sgozzato a morte il suo guardiano e messo in moto la fuga di altri animali, tra cui un orso polare, una pantera, un leone, diverse iene e una tigre del Bengala. Alla fine del lungo articolo, suddiviso in diverse pagine del giornale, il seguente avviso era l’unica indicazione che la storia era una bufala: “… naturalmente, l’intera storia riportata sopra è una pura invenzione. Non una sola parola è vera”. Questo però non bastò a placare i critici, che accusarono Bennett di aver fomentato il panico quando la portata della bufala divenne nota a tutti. Gli autori hanno poi affermato che il loro intento era solo quello di attirare l’attenzione sulle inadeguate precauzioni di sicurezza dello zoo e si sono detti sorpresi della portata della reazione alla loro storia.

2 comments

    1. Grazie mille Eleonora, mi fa veramente piacere che ti sia piaciuto, spero sarà utile per organizzare il prossimo viaggio!

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